ECCO LE RISPOSTE DI PIETRO LEONARDI ALLE DIECI DOMANDE DI PFZ.IT

In molti, moltissimi hanno letto le dieci domande che abbiamo posto a Pietro Leonardi dopo la sua intervista rilasciata a Repubblica. Una serie di domande e risposte che, pubblicate a livello nazionale, avevano suscitato in noi alcuni dubbi. Per questo abbiamo stilato dieci interrogativi, ai quali Pietro Leonardi ha risposto ieri pomeriggio al nostro microfono.

Prima di iniziare facciamo però una premessa: negli ultimi giorni è scoppiato il finimondo, e c’è una pioggia di dichiarazioni da parte di tanti di quei protagonisti che dal fallimento del Parma, spesso, erano rimasti nell’ombra. Ghirardi, Taci, Leonardi, addirittura Manenti. Non conosciamo il motivo di tutto ciò, possiamo solo dedurre che (ma è una nostra interpretazione) stiamo entrando in un momento importante per quanto riguarda le varie indagini in corso. Al di là di questo, visto che avevamo fatto dieci domande ad uno di loro, abbiamo giustamente dato spazio alle dieci risposte, che poi brevemente analizzeremo.

Andiamo al dunque. Ecco le risposte di Pietro Leonardi alle nostre dieci domande:

  • 1- “I debiti li ho trovati quando sono arrivato: erano circa cento milioni, in parte ereditati dalla gestione Tanzi, in parte fatti nei primi anni di presidenza Ghirardi“. Ci potrebbe dire quali sono i debiti ereditati dalla gestione Tanzi? La società è stata consegnata nelle mani di Ghirardi priva di debiti e con degli utili in cassa, quindi è una cosa che ci sfugge.

“Bisogna partire dal presupposto che quando si fa un’intervista su un quotidiano così importante viene tutto quanto raggruppato e sintetizzato. Nell’esprimere questo giudizio ho voluto dire che quando sono arrivato al Parma ho trovato una situazione non florida. Per debiti precedenti, legati all’era Tanzi, mi riferivo ad alcuni pagamenti rateizzati che risalivano a campionati precedenti all’arrivo di Ghirardi. Il pagamento di Gilardino, o ad esempio il problema che c’è stato con Djetou, ed altre cose di questo tipo. Oltre a questo c’erano i debiti legati alla retrocessione in Serie B ed a una serie di acquisti di giocatori a cifre elevatissime che hanno reso complessa la situazione. Non dico che il Parma rischiasse il fallimento in quell’epoca (o che fosse già fallito), dico solo che la situazione non era facile”.

  • 2- Caso Licenza Uefa: “nei mesi precedenti avevamo risolto tutte le problematiche con le società estere per non aver problemi con la licenza Uefa: pagati 13 milioni per chiudere tutti i contenziosi“. Tutti i contenziosi? Perchè allora Atletico Nacional, Manchester City, Lione, Wolsfburg e Olhanense durante il fallimento hanno reclamato crediti per 10 milioni di euro?

“Al 30 di marzo di quella stagione i contenziosi da sistemare erano quelli che abbiamo pagato. Poi c’erano altri rateizzi con altre situazioni che andavano a decorrere il 30 marzo dell’anno dopo, il 30 marzo dell’anno dopo ancora, e via discorrendo. I 13 milioni sono dal 2007/8 fino alla data del 2013, il saldo di quello che era obbligatorio saldare fino a quel momento specifico. Sono i debiti verso le società estere considerati “scaduti”.”

  • 3- Che sia vero o meno che non voleva fare l’Ad, ma che è stato quasi obbligato, la posizione che ricopriva non poteva evitarle il fatto di essere a conoscenza che il Parma avrebbe chiesto (ed ottenuto) l’anticipo dei soldi dei diritti televisivi delle stagioni successive. Una mossa che di sicuro avrebbe creato difficoltà non da poco in futuro. Come mai non si è reso conto che questa era una mossa che chiaramente avrebbe aiutato a portare il Parma al fallimento?

“L’unica cosa che è possibile anticipare è il paracadute, perchè non c’è la possibilità di fare certificazioni di Lega fino a quando non ti iscrivi nuovamente al campionato. Sono cose che non facevo io, ma se abbiamo anticipato qualcosa dell’anno successivo può essere riferito solo al paracadute quando c’è la certezza che peggio di retrocedere non puoi fare. Nel momento in cui vai a chiedere alla banca i diritti televisivi e prendi 30 milioni di euro, e se retrocedi ne prendi 5, qual è quella banca che non ha la certezza che tu partecipi a quel campionato che ti dà i 30 milioni di euro? Può aver dato uno sconto sul paracadute, quindi di 5 milioni, garantito dalla proprietà. Sul fatto che fossero o meno attività che dovevano preoccuparmi o meno: a garanzia di tutto c’era una “support letter” che in caso di posizione debitoria ci sarebbe stato un intervento della proprietà. Quindi qualsiasi situazione debitoria era coperta da questa garanzia da parte di Ghirardi. Per questo fino a ciò che è successo dopo la mancata Licenza Uefa non avevo ragioni per allarmarmi”.

  • 4- Capitolo Manenti. “Manenti l’ho visto una volta e mi è bastato…”. In realtà, ovviamente, l’ha visto più volte. Soprattutto lunedì 15 febbraio quando alle 15:40 ha lasciato il Centro Sportivo assieme a lui. Le intercettazioni sono chiare: Manenti in quelle due ore ha tentato di utilizzare presso le biglietterie del Taridni attraverso il POS le carte di credito clonate dell’organizzazione che poi è finita sotto arresto. Ci racconta com’è andata quella giornata? Era davvero all’oscuro di tutto?         –          Leggi qui: INTERCETTAZIONI: RICOSTRUIAMO LA “MANENTI STORY”

“Io non sono mai andato al Pos delle biglietterie. Abbiamo parcheggiato la macchina allo stadio, e lui è andato in banca. Io ho fatto altre cose. Poi ci siamo ritrovati e siamo tornati a Collecchio. Io non sono entrato nemmeno in banca con lui. Non so nemmeno cos’abbia fatto. Se lui ha fatto qualcosa con la biglietteria o altro non so. C’è un’indagine in corso, ed io non sono stato nè chiamato nè menzionato, è un’indagine che non mi ha mai riguardato. Quando invece ho detto che “Manenti l’ho visto una volta e mi è bastato…”, intendevo dire che vederlo la prima volta mi è bastato per capire che personaggio era”.

  • 5- “Devo chiedere scusa ai tifosi del Parma perché quella squadra a novembre, molto prima della crisi e dopo aver incassato tutti gli stipendi, era ultima in classifica già con un piede in B“. Secondo Leonardi a novembre del 2014 la società non era in difficoltà (“molto prima della crisi“), e i giocatori avevano incassato tutti gli stipendi. A noi però risulta che più di una volta erano state fatte firmare delle liberatorie a buona parte della squadra, grazie alle quali si rimandava il pagamento di alcuni emolumenti. Qual è la verità?

“Le liberatorie non erano relative agli stipendi in sè. Erano relativi a degli spostamenti nel tempo del pagamento di alcuni premi o emolumenti di altro tipo. Ad esempio i premi per il raggiungimento della qualificazione in Europa League, quantificato all’interno dei contratti dei calciatori. Non ci hanno iscritto ma avevano comunque diritto a questo premio. Questi sono pagamenti che, con la firma della liberatoria – e i calciatori stessi erano d’accordo con questo, avendo firmato – sono stati spostati in là nel tempo rispetto alla data fissata”

  • 6- “il calciomercato ha le sue regole: se volevo Borini, Defrel, Sansone, Mario Rui, Lapadula, Di Francesco ecc. dovevo per forza prendere anche giocatori di categoria inferiore. (…) la maggior parte di quei contratti era al minimo federale“. Siamo sicuri che la maggior parte di quei contratti fosse al minimo federale?

“Il Parma aveva 137 giocatori, dei quali 40/50 tra prima squadra, primavera e giovanili. Poi ce n’erano altri che erano in prestito ad altre squadre e venivano pagate da altre società. Non li stava pagando tutti il Parma. I minimi federali sono riferiti a quei giocatori che mandi in prestito a giocare, ma che hai l’obbligo di valorizzare. Questa buona parte di giocatori, andando a vedere il monte totale dei minimi federali, ammontava a 500mila euro, massimo 700mila. Nel mercato però venivano prodotti incassi per 16 milioni di euro all’anno, e se con questo meccanismo e ne venivano spesi 5/600mila euro, alla fine invece di 16 milioni ne venivano incassati 15 milioni e mezzo: questo non vuol dire che questo meccanismo abbia portato il Parma al fallimento”.

  • 7- Torniamo alla Licenza Uefa: “Si parlava di incentivi all’esodo, la situazione non era chiara a nessuno. Quando ci hanno dato ragione era troppo tardi“. Quale corte o tribunale ha dato ragione al Parma, anche se era troppo tardi?

“Il Parma ha finito i suoi ricorsi con il “no” della Cassazione: sia dal punto di vista della giustizia sportiva che da quello della giustizia ordinaria ha sempre ricevuto risposte negative. La strategia difensiva del Parma però era sbagliata: si basava sul fatto che fosse giusto o meno pagare le tasse su quella cifra (si parla di incentivi all’esodo, Ndr). Su questo tema ho ricevuto una squalifica di sei mesi. Il mio avvocato, nel ricorso a questa squalifica, ha impostato la causa sul fatto che in realtà non c’era nessuna irregolarità per l’iscrizione alla Licenza Uefa, in quanto questi documenti non sono stati depositati in Lega perchè non c’era l’obbligo di farlo. Le norme sulla Licenza Uefa, infatti, dicono che bisogna onorare gli impegni depositati in Lega. Se io prendo un impegno con qualcuno, faccio un contratto e poi non lo deposito in Lega, alla Uefa questo contratto non interessa. La Uefa si interessa a quello che è depositato. È l’impostazione che è sbagliata, erroneamente il Parma ha pagato per qualcosa che non era obbligato a pagare in quel momento specifico. A me hanno tolto la squalifica per questo motivo”.

  • 8- All’inizio dell’intervista afferma che i debiti del Parma esistevano già da prima del suo arrivo. Per quale motivo allora fino all’ultimo momento ha continuato a ripetere che il Parma era una società sana, e che non c’era alcun problema?

“Io ho sempre detto che la società era sana, e dicendo questo intendendo che era garantita. Ovvero che c’era la garanzia di cui parlavo prima, la “support letter” firmata dalla proprietà. La società aveva difficoltà di liquidità, lo sapevano tutti. Io ho sempre detto che c’era una problematica di liquidità ma che la società era sana. Non potevo dire altra cosa”.

  • 9- Proprio per questo motivo, visto che afferma che era a conoscenza dei debiti, più che chiedere scusa ai tifosi per i risultati sportivi dell’ultima stagione, non sarebbe meglio farlo per aver ripetuto che il Parma era sano quando in realtà si avviava verso il fallimento?

“A questa domanda rispondo come ho fatto in precedenza (domanda n°3, ndr): quando sollevavo la mancanza di fondi e chiedevo finanziamenti da parte della proprietà, ricevevo la risposta che comunque c’era una “support letter” che garantiva la posizione debitoria. Il proprietario dunque si impegnava a coprire gli eventuali debiti. Per questo motivo non avevo ragioni per allarmarmi”.

  • 10 – A Parma ci sono alcune attività che lamentano il fatto di non aver mai ricevuto pagamenti da parte sua. È vero? E se così fosse, vuole chiedere scusa anche a loro?

“Nella norma uno che deve ricevere dei soldi da me, mi scrive, o mi manda un’ingiunzione di pagamento. C’è una sola situazione, per la quale ho ricevuto un’ingiunzione di pagamento per un lavoro che non ritengo accettabile, alla quale ho ribattuto con una perizia ed ho risposto con una lettera del mio avvocato”.

A queste dieci domande ne abbiamo aggiunta una spontanea, visto il marasma di dichiarazioni da parte dei protagonisti. Se non è colpa di Leonardi, se per Ghirardi la colpa è di Taci, se per Taci la colpa è di Ghirardi e se per Manenti… vabbè, lasciamo stare… alla fine non è colpa di nessuno?

“Non mi permetto di dire che non ho fatto fallire il Parma. Io dico che se ho commesso degli errori, chi è preposto lo deciderà e mi rimetto a quella decisione. Quello che non accetto è che passi che sono quello che ha fatto fallire la società. Io non mi voglio discolpare di nulla. Vorrei che a giudicare fosse chi è preposto”.

Riassumendo le risposte ai dubbi da noi sollevati, sono diverse le frasi pubblicare da Repubblica che sono state parzialmente o totalmente rettificate, con la dovuta spiegazione.

Il primo esempio è quello legato ai debiti risalenti all’era Tanzi: è vero, a quanto ci risulta, che alcune posizioni si sono trascinate in là con gli anni. Allo stesso tempo la società aveva comunque un passivo relativamente importante dopo la retrocessione in Serie B. Nell’intervista rilasciata a Repubblica passa il messaggio che alcuni rateizzi ereditati dall’era Tanzi (assieme ad una società comunque pulita, con una rosa di giocatori e con – sembra – degli utili in cassa) siano una grossa parte del debito descritto da Leonardi al suo arrivo. In realtà, ovviamente, non è così: si parla di una minima parte.
-Nella seconda domanda viene chiarita un’affermazione che, per come è uscita nell’intervista originale, è errata. Non è infatti vero che “tutti i debiti verso società estere” erano stati pagati, bensì “tutti i debiti scaduti” a quella data. Poi c’erano altri debiti che sono entrati al centro della discussione sul debito sportivo dopo il fallimento.
-Nel caso della terza domanda abbiamo verificato i regolamenti, e quello che dice Leonardi ha un riscontro: non è possibile anticipare i diritti televisivi (al massimo è possibile farlo con il paracadute) perchè una banca non ha la certezza della posizione finale in classifica della squadra in questione e quindi non può, sulla fiducia, rilasciare un anticipo, una garanzia o una fideiussione. Dunque è un errore nostro di interpretazione, che ammettiamo senza problemi.
-Per quanto riguarda il discorso legato agli stipendi, nell’intervista originale era passato il messaggio che tutti gli stipendi fossero stati pagati. Anche in questo caso si tratta di una sintesi erronea: erano stati pagati gli stipendi base, ma c’era poi il pagamento di alcuni premi che era stato spostato in là nel tempo.
Sul discorso legato alla Licenza Uefa, idem come sopra: la frase riportata nell’intervista originale ha un significato inesatto. Ovviamente il Parma, com’è risaputo, ha perso ogni grado di giudizio fino alla Cassazione (sentenza n°15423/16 depositata il 26 luglio 2016). Circa la linea difensiva tenuta da Leonardi sulla sua squalifica personale e l’esito del ricorso stiamo facendo alcune verifiche: ovviamente aggiorneremo quest’articolo con l’esito delle nostre ricerche.
La “support letter” firmata da Ghirardi è contenuta anche nella perizia del Dott. Santini, incaricata dal Tribunale di Bologna, che abbiamo analizzato a questo link. In quella perizia si dice che: “è verosimile ricondurre la perdita della continuità aziendale proprio alla situazione in cui il socio di riferimento, nonostante l’impegno formalmente assunto di garantire il pieno e proficuo sostegno finanziario alla Società fino al 31 dicembre 2014, di fatto disattendeva tale impegno, proprio in concomitanza con una scadenza fondamentale per il proseguo della stagione sportiva, accelerando in maniera sensibile la percezione dello stato di insolvenza della Società”. L’impegno formalmente assunto è, appunto, la “support letter” di cui accenna Leonardi.
-Per quanto riguarda la vicenda legata a Manenti, e a eventuali pagamenti da saldare o meno a livello personale, c’è da una parte un’indagine in corso, e dall’altra gli strumenti eventuali per chi avesse qualcosa da recriminare.
-Ci teniamo a chiarire anche una cosa: non siamo nè maestri, nè professori, nè esperti. Non è nostra volontà quella di giudicare colleghi o altre testate. È giusto e doveroso sottolineare che in un giornale cartaceo è evidente che gli spazi sono davvero pochi, e sintetizzare certi temi è davvero difficile. Per questo motivo ci siamo limitati ad aggiungere qualche quesito per, almeno a Parma, vederci chiaro. Tutto qui.

Abbiamo posto dieci domande, abbiamo ricevuto dieci risposte e in maniera più distaccata possibile abbiamo provato ad analizzarle. Molte delle frasi (in modo superficiale) inserite nei virgolettati all’interno dell’intervista “incriminata” sono state rettificate, o comunque ampliate e spiegate. Come sempre, poi, sta al lettore giudicare. Dall’altro lato questa pioggia di dichiarazioni improvvisa da tutti i lati ci ha colpito non poco. Ovviamente le autorità preposte prenderanno le loro decisioni: la speranza di tutti i tifosi del Parma è che ciò avvenga in tempi brevi, pur con la dovuta attenzione e cercando di fare luce su tutto ciò che è accaduto. Per il resto saremo pazzi, ma noi ora in testa abbiamo solo la gara contro l’Albinoleffe: qui c’è un primo posto da rincorrere…