Donadoni: “Senza una gara di spessore diventerà molto difficile battere l’Udinese”.

Donadoni, durante la conferenza stampa della vigilia di Parma-Udinese, ha dichiarato di non aver sciolto ancora certi dubbi legati alla formazione, affrontando anche i casi specifici di Galloppa, Ninis e Biabiany.


Ecco le sua parole dalla sala stampa di Collecchio:

Cosa ne penso del fatto che Ghirardi ha detto che se avesse 300 milioni non li investirebbe sul Parma? Mi sembra anche logico… – afferma ridendo il tecnico – 300 milioni preferirei investirli non solo da una parte. Comunque sono considerazioni del Presidente, credo che sappiamo quelle che sono le dimensioni del Parma. I tempi siano quelli che sono, è chiaro che per fare squadre forti servono giocatori forti, e di conseguenza molti soldi. Quello che dobbiamo portare avanti è una crescita graduale, cercando di tirare fuori giocatori e valorizzarli. L’Udinese è un modello, il Parma può raggiungere quei livelli però serve tutta la preparazione necessaria per arrivarci. Io credo che con pazienza e moltissimo lavoro ci si può avvicinare a quel tipo di modello. Guidolin? La sua storia parla per lui: un allenatore che ottiene quei risultati per molti anni, e che l’hanno portato anche a vincere la panchina d’oro, credo che sia molto importante.”

Il Parma deve affrontare l’Udinese con grande determinazione, è una squadra in forma, che sta facendo bene, e che oltre al morale ha anche giocatori di spessore e di prospettiva. E’ una partita complicata, però noi abbiamo la chanche di misurarci con un avversario che ci sta davanti in classifica, e quindi c’è la voglia di avvicinarci a loro; senza una gara di spessore però con un’Udinese così sarebbe molto ma molto difficile. Il modulo è relativo, dipende sempre da come noi entreremo in campo, serve la ferma volontà di essere aggressivi e determinati. Io direi che in settimana ci siamo allenati sia con il 3-5-2 che con il 4-3-3, i ragazzi conoscono bene tutte e due le situazioni tattiche e domani deciderò con calma.”

Come sostituire Parolo? E’ un dubbio che ancora mi porto dentro, non ho ancora deciso e credo che fino a domani non prenderò una decisione. Belfodil-Amauri davanti? Dipende sempre dalla chiave di lettura che uno vuole dare: con una difesa pesante credo sia meglio gente rapida e sgusciante, anche se per caratteristiche Belfodil nonostante la statura non è uno che fa a sportellate, gli piace giocare la palla con la sua tecnica. L’attacco è un altro dubbio che mi porto dentro. Biabiany invece deve fare un ulteriore balzo in avanti, ha le capacità per farlo. Gli manca spesso quella lucidità e quella concentrazione nell’ultimo movimento, e deve anche migliorare nel gioco senza palla. Quando riesce a muoversi e crearsi lo spazio diventa imprendibile.

Galloppa? Sta lavorando molto, non ha ancora recuperato del tutto, deve ancora lavorare in un certo modo. Da qui alla fine, tuttavia, credo e penso che possa tornare ad essere quel giocatore che era uno dei titolari a centrocampo. Oggettivamente però ci sarà da aspettare ancora. Ninis? Se per una sostituzione devono venire fuori discorsi sulle sue capacità e sulle mie valutazioni verso di lui, io credo che sia una cosa antipatica, anche nei confronti di una ragazzo che sta facendo la sua parte e che ha delle capacità.”