Donadoni: “Parolo e Paletta resteranno. Lucarelli? Può ancora migliorare…”

La Gazzetta dello Sport, oggi in edicola, ospita un’intervista al tecnico crociato Donadoni, nella quale si toccano diversi punti, dal mercato al periodo di forma del Parma.

Ecco le parole di Donadoni:

cassanochievo“E’ inutile girarci attorno, Cassano sa che se continua a segnare e a giocare a questi livelli non potrà passare inosservato. Ma ora è presto, anzi controproducente, affrontare il discorso. Lasciamolo tranquillo e ne riparleremo tra due mesi. Sulla sua querelle con la Samp non sono stato bravo io, ma i compagni: grazie a loro non si è creata nessuna tensione nel gruppo. Se ho detto che Lucarelli deve migliorare ancora? Confermo. L’età non conta, l’importante è mettersi sempre in gioco. A 36 anni si può perfezionare la capacità di leggere certe situazioni, di gestire per esempio il possesso palla. Lucarelli ha sempre segnato, ora che è anche al top della condizione tutto gli riesce meglio.”

Il Mercato di Gennaio? Lo trovo un’assurdità, certe voci disturbano, impediscono di lavorare bene, agli allenatori e anche ai giocatori. Non vivo sulla luna, le cose si fanno se c’è un accordo tra società e staff tecnico, mai all’insaputa. A volte sono scelte dolorose, non è un periodo facile per nessuno. Egoisticamente, come allenatore vorrei avere tutti con me. Parolo? Resta. Paletta? Resta anche lui.”

donadoni-conf-liv-2“Il segreto dei 17 punti in 9 partite è il cambio di modulo? In parte, il 4-3-3 è una soluzione che abbiamo sempre provato come alternativa. Ora ci sta danno ottimi risultati. La partita più bella? A Napoli e in casa dell’Inter quando, pur non vincendo, abbiamo dimostrato gioco e personalità. Abbiamo sempre ottenuto quello che ci meritavamo. Anche il 2-1 col Chievo è secondo me giusto».

La mossa tattica riuscita meglio? Marchionni centrale. Ogni allenatore porta avanti la sua filosofia, il suo modo di essere e la squadra rispecchia il carattere di chi la guida. L’ambiente aiuta: Parma apprezza il calcio propositivo. Dove possiamo arrivare?L’obiettivo è stare attaccati al settimo posto, migliorarsi rispetto a un anno fa».

“Donadoni è arrivato in Nazionale troppo presto? Mi fa ridere. Non sono diventato c.t. di punto in bianco, avevo già lavorato in diverse squadre. Era un momento particolare e da quella esperienza ho avuto grandi motivazioni. Le critiche le accetto, dimentico quelle gratuite. Non cerco rivincite, non devo misurarmi con nessuno. So che ora che le cose vanno bene chi parla male di me sta zitto, ma so anche che mi aspetta al varco…”