DONADONI: “LA LICENZA? IL BUON SENSO PREVARRA’. IL FUTURO? DECIDERO’ ENTRO UN MESE”

Roberto Donadoni è il condottiero di una squadra che, dopo una stagione splendida, si è trovata al sesto posto in classifica. All’attivo, quasi a confermare la straordinarietà di quanto fatto, c’è una serie di record da ammirare e custodire con gelosia. Il tecnico crociato ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta di Parma, che oggi trovate in edicola, nella quale ha parlato della stagione appena conclusa, e del suo futuro.

donadonifuturogdpEcco le sue parole:

Quando mi hanno detto che sarebbe arrivato Cassano? La mia preoccupazione era di tipo tecnico. Quando ho saputo della trattativa capivo il senso economico dell’operazione ma sapevo di dover avere a che fare con un giocatore di prima qualità, che avrebbe potuto fare la differenza a nostro favore, ma che poteva mettermi nelle condizioni di “soffrire”. In realtà poi ci siamo aiutati a vicenda, ma soprattutto è stato molto aiutato dai compagni. E’ arrivato come ogni nuovo acquisto e strada facendo abbiamo affrontato la situazione. Se ci sono state tensioni? Cose normali, come per altri giocatori. Cose passeggere e non di difficile soluzione”.

A Natale? In lui si era fatta forte la convinzione di poter tornare alla Sampdoria, che è un po’ casa sua. Ma quando si è reso conto che non era così si è tranquillizzato. Con me non ha mai parlato di questo; se lo ha fatto è stato con Leonardi o Ghirardi. La cosa importante è che da lì in avanti si è messo a giocare con grande forza. Se l’arrivo di Cassano mi ha spinto a cambiare gioco? Si, perchè per poterlo sfruttare al meglio era opportuno cambiare qualcosa e gli ho ritagliato questo ruolo che per lui è perfetto. A servire i compagni come lui sono in pochi in Italia: fors solo Totti sa dare il pallone nel modo giusto al momento giusto come lui”.

Napoli la chiave di svolta? In termine di risultati è stato così, ma come prestazione no perchè avevamo già cominciato a giocare bene da prima. Certo, aver vinto a Napoli è stato un po’ uno svoltare l’angolo che ci ha dato la convinzione di essere una squadra che se la può giocare con chiunque. Abbiamo preso consapevolezza della nostra forza partita dopo partita e quando si è inculcata questa mentalità è diventato tutto più facile. Il 4-3-3 ha aiutato? Si perchè Antonio con due giocatori in gamba riesce a dare il massimo”.

donadonicassanoQuando mi sono reso conto che l’Europa era possibile? Non c’è stato un momento preciso. Settimana dopo settimana ci siamo resi conto che le cose venivano con maggiore facilità e naturalezza, anche contro le squadre tecnicamente superiori. L’autostima più forte e la capacità di chi giocava meno di rendere competitiva la sfida all’interno del gruppo sono state decisive nella striscia di 17 risultati utili. Molinaro e Schelotto? Si sono inseriti benissimo. E’ stato positivo parlare subito con Schelotto e fargli capire la filosofia del gruppo. Molinaro è un ragazzo di una serietà unica e non c’è stato bisogno di parlargli. Anzi sono convinto che Cristian possa fare ancora meglio di quanto ha fatto”.

Paletta? Se lo avessimo avuto per tutto l’anno avremmo avuto una classifica ancora migliore di questa. Le sconfitte con Lazio e Cagliari non mi sono proprio piaciute. Maturate non per meriti degli avversari ma per demeriti nostri. Colpa mia in primis, ma abbiamo rischiato seriamente di compromettere tutto. Invece per fortuna, nonostante tre partite giocate in dieci per un tempo, siamo riusciti ad arrivare sesti ugualmente”.

La Licenza Uefa? Non sono particolarmente preoccupato perchè sono convinto che i risultati del campo e il buon senso alla fine prevarranno. Io l’allenatore più longevo dell’era Ghirardi? Sono risultati che sento molto miei e mi sento molto legato a questa squadra e a questa società. Ho un rapporto eccezionale con Ghirardi e Leonardi. Una stima che non ho mai avuto con nessun altro presidente“.

dona1Il mio futuro? Non lo so, ma sicuramente entro la metà di giugno il mio futuro sarà deciso. Adesso però non chiedetemi percentuali perchè non è il caso. Come vivo a Parma? Benissimo. La città mi piace moltissimo e adoro il suo stile di vita. Anche mia moglie è innamorata di Parma e la nascita di nostra figlia Bianca ha reso speciale quest’ultima stagione. Un anno intenso come questo non poteva essere migliore. Che posti frequento? Spesso e volentier passeggiamo in via Farini, in centro e soprattutto in Cittadella. La città offre molto, non è caotica e in pochi minuti vai dappertutto”.

Il rapporto con i tifosi? E’ ottimo. Ho ricevuto grandi attestati di stima per il comportamento più che per i risultati. I Mondiali? Li vedrò nella mia casa in Puglia. Ci sarà Renato Olive e qualche altro collaboratore e li vedremo insieme. L’Italia? Non mi aspetto nulla ma sono convinto che abbiamo ottimo materiale umano. Anche per il bene e la stima che provo per Prandelli. E poi ci sono i nostri ragazzi del Parma per i quali farò il tifo“.

“Se i tifosi dopo il sesto posto ora mi chiederanno di più? No. Questa stagione è stata straordinaria e poterla ripetere sarebbe quasi un’utopia. Cosa servirebbe per salire ancora più su? Una rosa nel complesso ancora più competitiva. Se riusciremo a giocare bene sia Coppa che Campionato? Si, noi le prenderemo seriamente entrambe. Se ci siamo arrivati è perchè vogliamo arrivare il più avanti possibile”.