DONADONI: “ERAVAMO OTTIMISTI CON MANENTI, FIGURIAMOCI SE NON LO SIAMO ORA”

Alla vigilia di Parma-Verona, il tecnico crociato Roberto Donadoni ha parlato in conferenza stampa, affrontando le domande dei giornalisti presenti sulla prossima gara contro gli scaligeri, sull’ultima gara casalinga stagionela e sul futuro della società crociata.

Ecco le sue parole, raccolte dai nostri microfoni:

Stamattina ho visto una squadra tonica, e mi auguro domani di fronte al nostro pubblico di chiudere il nostro campionato con una buona prestazione. Questo è il desiderio, l’augurio che abbiamo tutti quanti. Costa e Santacroce? Non ci saranno. Cassani ha risolto il suo problema, sta bene. Già lunedì contro la Fiorentina dal punto di vista strumentale non c’era niente, anche se il ragazzo lamentava qualche difficoltà, qualche fastidio. Per cui non era opportuno schierarlo, ma oggi sta bene”.

I tifosi verranno a salutare un pezzo di storia di questa città? Il fatto che ci sia presenza della nostra gente sarebbe estremamente gratificante, ancor di più perchè si è passati attraverso mille peripezie, e ci auguriamo di fare una prestazione adeguata ed all’altezza di un supporto che speriamo che ci sia. Credo che in tutta tifosi-sciarpe-curva-nuovo-sitosincerità ci sia tanto desiderio da parte dei ragazzi di liberarsi di questa stagione orribile, per tutte le cose che sono successe, che sono accadute. C’è veramente il desiderio che tutto finisca. E’ giusto però che questo accada in questi 180 minuti. C’è ancora da fare qualche sacrificio, e la chiave di lettura dev’essere questa: non dev’essere una passerella, cercherò di schierare in campo la formazione più adeguata possibile. Dai tifosi non mi aspetto nulla. La gente è giusto che si aspetti sempre qualcosa da chi va in campo, e quindi ai tifosi dico solo grazie, perchè hanno dimostrato anche di avere una soglia di sopportazione altissima. Quando una stagione come questa va com’è andata è altrettanto vero che ci sono cosa che non hanno funzionato nella maniera giusta, ed è quindi giusto che ognuno si assumi le proprie responsabilità. Tutto quello che accadrà domani sarà solo una sorpresa che vorrò gustarmi, e poi tirerò le conclusioni. Alla gente dico che mi dispiace, perchè tutto avrei immaginato fuorchè un epilogo di questo tipo. Mi sarebbe piaciuto di più che la gente fosse arrabbiata e delusa dal sottoscritto per quello che non è riuscito a far fare alla squadra in campo, e non per quello che è successo. Anche perchè lo sport deve ragionare in questi termini, mentre abbiamo ragionato molto in altre situazioni, perdendo tutti molte energie. Abbiamo pagato un dazio pesante, non sappiamo a cosa ci ricondurrà, ma posso dire che questo gruppo ha fatto tutto quello che umanamente è possibile fare affinchè questa società sopravviva. Dal punto di vista tecnico invece no, e quindi anche il sottoscritto ha delle responsabilità“.

Il futuro societario? Non so assolutamente nulla, ma se per qualche ragione eravamo ottimisti quando c’era Manenti, figuriamoci se non dobbiamo essere ottimisti ora. Sarebbe veramente un controsenso, non riesco a pensare all’eventualità che questa società scompaia, e questo mi fa essere ottimista. Credo che il 28 ci sia veramente qualcuno, me lo auguro. Ma non ho certezze, purtroppo non ce le ho. L’imprenditore menzionato da Lotito? Non lo so, non ne ho la più pallida idea.. curatori-rogatoConfermo che è stato detto qualcosa del genere, ma non mi ha assolutamente dato alcun tipo di certezza. Quindi ho dato lo stesso peso che meritano parole come queste, che abbiamo sentito anche da Tavecchio. I curatori hanno detto che qualcuno c’è stato ad entrare ad osservare la situazione. Quindi quando qualcuno spende dei soldi per queste consulenze vuol dire che un’interesse c’è. Questo ci fa essere positivi. Le mosse forti dei curatori? Era inevitabile. C’è il momento delle chiacchiere poi il momento dei fatti, quindi era inevitabile questo passaggio”.

Prima di chiudere la conferenza stampa abbiamo fatto notare al Mister che domani, in vista dell’ultima gara in Serie A prima di un anno (speriamo) di “pausa”, saranno tantissimi i tifosi crociati da tutte le parti d’Italia a raggiungere il Tardini. Proprio per questo abbiamo chiesto se non avesse la sensazione che proprio a Parma spesso quest’aspetto non venga sottovalutato. Ecco la risposta del Mister:

“Credo che sia una questione caratteriale. Ognuno è fatto a modo suo, ognuno vive poi una realtà che, nel caso del parmigiano, è fatta di una situazione vissuta in questo contesto, con una percezione della realtà che è differente da quella vissuta a 5-6 o 1000 km di distanza. Non mi sento di poter dare un giudizio su nessuno. Il fatto che ci siano persone che hanno fatto di questa situazione un motivo per giustificare la propria presenza domani è estremamente gratificante“.