DONADONI: “CI HANNO RIEMPITO DI CHIACCHIERE, DI BUGIE: NON NE POSSIAMO PIU'”

Parma-Chievo è stata rinviata a data da destinarsi, (sembra che possa essere recuperata mercoledì 11 febbraio alle ore 18), ma la conferenza di Roberto Donadoni si è comunque svolta nel Centro Sportivo di Collecchio. E’ stato un modo per parlare della situazione societaria, e di quella pazienza che sta davvero finendo anche da parte dello staff e dei giocatori, che attendono dei fatti.

Ecco l’audio delle parole di Donadoni, raccolte dai nostri microfoni, e più in basso la trascrizione integrale:

Credo che ci sia poco da commentare, anche perchè ormai é rimasta una settimana di tempo, prima del 15 febbraio. Non capisco e non capirei che tipo di senso possa avere un teatrino che dura una settimana. Tutto quello che è successo tra falsi acquirenti e presunti tali credo che sia veramente abbastanza, e credo che sia ora di dire basta e di dire fine alla presa in giro, e mi auguro che chi dice di essere subentrato abbia la volontà di fare le cose per bene, perchè se no sarebbe l’ennesima presa per il sedere, il colmo del colmo. Lunedì avremo una risposta definitiva, se c’è quest’interesse e se si vuole salvare questa società, bisogna donadoni-leonardi-sito-nuovoche lunedì non ci siano più posticipi, perchè vorrebbe dire perdere ancora credibilità, e vogliamo solo dei fatti concreti. Il periodo di Taci si è concluso con un nulla, ma non capisco che senso abbia da parte di chiunque dover intervenire e subentrare in una società che ha delle difficoltà, e poi strada facendo accorgersi che qualcosa non va. Quando uno compra una società è normale fare le verifiche del caso, ma non farle dopo. Non abbiamo più voglia di avere a che fare con persone che vogliono solo visibilità e hanno poca sostanza. Questa è l’ennesima prova alla quale vogliamo assistere, noi siamo fiduciosi ma quello che si legge non fa ben sperare. Si leggono nomi che sono legati a vicende che non hanno portato a nulla. Questa città, questa gente non hanno bisogno di questo, e noi siamo esausti, non vogliamo più sottostare a queste situazioni. Ogni giorno viene fuori qualcosa di nuovo. Con la situazione di Taci sembrava che ci volessero dei mesi a capire la situazione societaria, ora in dieci giorni si è fatto tutto, ed è chiaro che ognuno si pone i suoi quesiti. Non possiamo non essere ottimisti, ma è chiaro che non dev’essere una cosa che si deve trascinare per dieci giorni, perchè nel giro di pochi giorni dobbiamo conoscere la verità, credo che sia doveroso”.

donadoni4Io ieri sera ho parlato al telefono con Alborghetti, mi ha detto di dov’è, e che cosa fa. Quindi non ho motivo di pensare niente di diverso da questo, è chiaro che non è colui che deve intervenire dal punto di vista economico, dovrebbe essere il nostro Ad. Mi auguro di poterlo conoscere e di poterlo valutare quanto prima. Se il calcio italiano deve intervenire? Credo di sì, chi comanda e chi è preposto deve intervenire, ma al tempo stesso mi rendo conto che come al solito si fa sempre ben poco, e questo atteggiamento italiano è una cosa che mi mette tanta rabbia dentro, perchè credo che siamo arrivati al culmine, veramente al punto di non ritorno, e quindi bisogna prendere delle decisioni forti, che possano costare anche qualcosa, ma bisogna smettere di guardare al proprio orticello, e cercare di fare qualcosa che sia costruttivo per tutti. Non se ne può più di vivere e vedere situazioni di questo tipo, è una cosa insopportabile”.

Il mercato? Non credo di poter fare neanche una valutazione, o meglio, è chiaro che in una situazione contingente giocatori come Varela, Rodriguez e Nocerino significa che c’è la volontà da parte della dirigenza di dare una mano, ma sono tutte operazioni che sapete benissimo come possono essere state fatte, perchè la società è in difficoltà economiche. Adesso abbiamo una rosa di giocatori che sono ancora convinto che nel momento in cui ci fosse una tranquillità societaria possono dare ancora tanto. Ma è fondamentale che ci sia una tranquillità che ora vedo lontano“.

donadoni1Io non pretendo che mi si dica niente, io ho avuto rispetto di quelli che sono i ruoli, e di dare fiducia a tutti fino a prova contraria. So di avere dei doveri nei confronti di tante persone, e a questi doveri cerco di adempiere. Cerco di aiutare chi penso meriti di essere aiutato, e di supportarlo finchè prova contraria mi dica che questo è sbagliato. Però ci hanno riempito di tante chiacchiere, di tante menzogne, di tante falsità che di persona ti raccontavano in un modo, poi alle spalle ti rendevi conto che dicevano esattamente l’opposto. Queste persone mi sono scadute dal punto di vista personale, e a volte mi hanno impietosito sentendoli parlare. Ma non c’è cosa peggiore che provare pietà per qualcuno che poi ti rendi conto che sta facendo del gioco sporco. E’ veramente brutto. Non siamo assolutamente disposti a spostare in là la deadline del 16 febbraio, perchè se oggi qualcuno ha l’entusiasmo, la voglia e la capacità di intervenire e di acquisire la società non può che essere quella la data che dimostra le buone intenzioni. Non avrebbe nessun senso andare oltre, tutte le chiacchiere che si vorranno fare differentemente da quello sono chiacchiere che non ci interessano più, e non le vogliamo neanche sentire“.

“Io so che la vita dev’essere fatta di fatti concreti. A parole tutti quanti possiamo essere molto di più di quello che in realtà siamo. Ognuno di noi decide e ha la facoltà di scegliere chi poter essere ma dopo ci sono dei fatti inconfutabili, e a quelli non si scappa. Le chiacchiere servono davvero a poco, servono solo dati concreti, supportati con grande fermezza. Tutto il resto l’abbiamo sentito per mesi, ora basta. Non siamo più disposti. Se vogliamo fare le cose seriamente facciamo, altrimenti lasciamo perdere. Preferisco che mi dicano che non sono all’altezza, e ho rispetto per questo. Non sopporto le persone che davanti ti dicono si, e poi sai che magari quindici giorni prima sono andati a dire cose diverse. Questo credo che sia un comportamento da vigliacchi, non da persone. Il mondo ha bisogno di persone vere, e non di contastorie. Io di natura voglio essere un’ottimista, anche se magari qualcuno ha il desiderio, la volontà o quale altro scopo di dipingere le persone in maniera diversa. Voglio essere ottimista, c’è in ballo tanta gente che ha bisogno di lavorare, di sfamarsi, e di sfamare le proprie famiglie. Ci sono giocatori che hanno pochi anni di carriera, e dopo la carriera calcistica non è così semplice affrontare il futuro. E poi ci sono dipendenti che meritano assolutamente rispetto“.

donadoni3L’allarme di Damiano Tommasi? Credo che questa squadra ha dimostrato e dimostrerà fino in fondo la propria dignità. Però per com’è strutturata la nostra società se l’autogol subito dal Cesena contro di noi l’avessimo fatto noi qualcuno avrebbe gridato allo scandalo, e noi avremmo dovuto giustificarci di un qualcosa che non esiste. Basta mezza frase e poi tu devi discolparti da qualcosa che non sta nè in cielo nè in terra. Il rinvio della gara? Non abbiamo il campo a disposizione, non abbiamo la possibilità di pulire i campi, non abbiamo l’agibilità del Tardini. Non bisogna essere degli scienziati per capire che con queste temperature tutto ghiaccerà. Ma noi andremo avanti, e vedremo se mercoledì si giocherà oppure no (sembra che la partita potrebbe essere spostata proprio e mercoledì, Ndr). Cosa penso quando sento che il Parma possa falsare il campionato? Se il Parma è nelle condizioni di poter giocare non ci sarà nessun tipo di “falso in bilancio”, passatemi la battuta, perchè la dignità di ogni singolo giocatore verrà dimostrata fino in fondo, per onorare quella che è la propria professione. E’ chiaro che se dopo il 15 di febbraio 10 giocatori rinunceranno è inevitabile che qualcosa di diverso accadrà, e non avremo le possibilità di competere con le altre società di Serie A. Io non posso garantire nulla, posso garantire quello che è il mio impegno, come la certezza del fatto che chi rimarrà qui e vorrà continuare questa avventura metterà il massimo impegno. Poi dopo io vorrei avere tante garanzie da parte di coloro che hanno la responsabilità di darle. Ma finora ne abbiamo avute pochissime, e sono stufo di prendermi in prima persona la responsabilità di tutto. Non sfuggo alle mie responsabilità, sono disposto ad andare oltre ai miei compiti per il bene della società. Non sono voluto scappare, via, non ci tengo a scappare via ma c’è un limite a tutto“.