Donadoni: “A Cassano ho detto: parlo più con te che con mio figlio”

Dopo l’intervista rilasciata ieri al sito ufficiale della Fifa, e a poche ore dalla conferenza stampa alla vigilia di Juventus-Parma, Roberto Donadoni ha parlato anche ai microfoni de Il Giornale. L’intervista è davvero molto interessante, in cui si scopre un Donadoni che con Cassano fa il padre, e che si sorprende per le reazioni dei giocatori crociati dopo una striscia vincente come quella del suo Parma.

Ecco le frasi salienti:

donadoni-conf-livLA STRISCIA VINCENTE  – “Le 17 partite senza perdere? Non sono superstizioso. La striscia vincente è nata semplicemente. Abbiamo applicato al lavoro mio, del presidente Ghirardi e del direttore Leonardi tre criteri: buon senso, razionalità, massimo dell’impegno“.

SCHELOTTO“Quando è arrivato io gli ho detto: guarda che a Bergamo, dove conservo qualche amico, godi di pessima fama ma sono pronto a ricredermi. Lui mi ha risposto: mister, mi dia la possibilità di giocare e non se ne pentirà. Non mi sono pentito. Lui ha forza, volontà e tanta corsa”.

COME “DOMARE” CASSANO“Parlare tanto e usare quantità industriale di buon senso. Una volta gli ho detto: non mi vergogno a confessarlo in pubblico, ho parlato più con te che con mio figlio grande. Lui è uno che “acchiappa“, se sai toccare i tasti giusti: rimase colpito da quella frase. E da gennaio in poi è stato perfetto. Non nascondo che abbiamo avuto momenti difficili. Con Prandelli una sola volta il discorso è caduto su Cassano. E Cesare ha fatto una battuta: digli di tenersi in linea. Stop: fine delle trasmissioni”.

contestparmajuveLA SFIDA CON LA JUVEC’è il rischio di perdere l’imbattibilità? Nessun problema. Bisogna avere rispetto per la sua marcia trionfale e riconoscerne i meriti. La Juve è una bella corazzata, mi ricorda il Milan di Fabio Capello, collezionista di 4 scudetti in 5 anni. Anche nelle partite più complicate, tira fuori la zampata”.

DOVE PUO’ ARRIVARE QUESTO PARMA?“Non lo so. E sapete perchè? Perchè sono stati i giocatori del Parma a sorprendermi. Mi hanno detto: mister, noi siamo convinti delle nostre qualità“.