Donadoni: “Berlusconi non mi ha mai considerato? La cosa non mi turba affatto”

Roberto Donadoni è talmente l’uomo del momento che la Gazzetta dello Sport, oggi in edicola, gli ha dedicato addirittura la prima pagina. “Meglio essere padrone dei propri silenzi che schiavo delle proprie parole“, è questo il suo motto. Magari in conferenza stampa (oggi alle 11 ci sarà il consueto appuntamento con la stampa alla vigilia della gara con il Milan), anche per ragioni comprensibili, le risposte del tecnico bergamasco sono spesso intrise di scelte “tattiche. Donadoni non è l’allenatore che ti svela la formazione in anticipo, o che ama riferire il modulo che utilizzerà, ma in una conversazione più “intima, come quella tenutasi con Andrea Schianchi per l’articolo che appare oggi a pagina 2 della rosea, il tecnico crociato parla, non si nasconde ed esprime i suoi concetti in maniera chiara, senza dimenticare la propria umiltà ma senza celare la propria sicurezza.

NuovaimmaginecontestmilanMILAN-PARMA, CHE SFIDA – “Che partita sarà? Difficile per noi. Anzi: molto difficile. Non avremo Paletta, uomo importantissimo, e il Mi­lan ha mille motivi per mettere sul campo tutte le sue energie. Insomma, è il momento peggiore per incontrare i rossoneri. Però non abbiamo in­tenzione di fermarci, quindi… Abbiamo fatto 15 risultati utili consecuti­vi, che non sono pochi, e vogliamo prosegui­re la corsa. Il segreto di questi successi sta nel desiderio di migliorarsi. Sempre, tutti i giorni, in ogni allenamento. Noi, per puntare in alto, dobbiamo avere il gusto di fare fatica. Ecco, se c’è quello, sono tranquillo. Per il Parma è sempre un esame. L’importante è capire che una stagione intera non si può giudicare da un solo risultato. Sarebbe ridutti­vo. Discorso che vale per il Parma e anche per il Milan“.

DONADONI, L’UOMO DEL MOMENTO – “Non mi cambia nulla. Cerco di godermi questi attimi con la mia società e con i miei giocatori: se è vero che sono l’allenatore del momento, sono stati loro, i giocatori, a farmi arrivare a quel livello. La mia miglior stagione? In funzione dei risultati, sì. Ma non ci sono sol­tanto i risultati. Di certo oggi mi rendo conto di es­sere migliorato e questa è una grande soddisfazio­ne. Se conta l’immagine nel calcio? Sì. Ma io sostengo che è meglio essere padrone dei propri silenzi che schiavo delle proprie parole. E’ un vecchio detto, non è farina del mio sacco, però mi ci ritrovo. Insomma, più sostanza che forma. E’ un modo di essere. Al Milan, quando giocavo, mi chiamavano “osso”. Non mollavo mai. Sono fat­to così: quando vado a casa dopo l’allenamento de­vo poter dire “ho dato il massimo”. Sennò vivo ma­le. Sono molto esigente: con me stesso e, di conse­guenza, con gli altri.

donadonigdsCASSANO – “Come gestire Antonio? Con il dialogo. Antonio può essere difficilissimo da gestire, ma anche facile. Dipende da come lo pren­di. In questo periodo, proprio ora intendo, è impos­sibile non volergli bene. In dicembre, invece, face­va le bizze e allora ho dovuto tirare fuori il meglio di me stesso per calmarlo. Gli ho parlato, l’ho ascol­tato, e questi sono i risultati. Calcisticamente ha una marcia in più. Come lui, in Italia, ci sono soltanto Pirlo e Totti. Lui è uno da Top Ten mondiale.

IL GRUPPO PARMA – “Il segreto di questo buon periodo sta nel­ l’amicizia che c’è nel gruppo. Non è retorica, ma la verità. L’altra sera erano tutti assieme a cena, nes­suno li ha obbligati. A me, in tanti anni di Milan, certe cose non sono mai capitate. E questo, alla lun­ga, fa la differenza”.

ALLENARE QUANDO HAI UN PASSATO DA GRANDE CALCIATORE – “E’ difficile? Sì, se pensi che i tuoi giocatori debbano fare con semplicità le cose che riuscivano a te. Non è difficile se ci si cala completamente nel nuovo ruo­lo. Io ho cominciato al Lecco, in Serie C: mica pote­vo chiedere a un ragazzotto di C di fare gli stop co­me Van Basten, sarei stato un matto”.

B&B, BALOTELLI E BERLUSCONI -“Cosa direi a Balotelli? Nulla. Se vogliamo il suo bene, meno se ne par­la e meglio è. Perchè Berlusconi non mi ha mai considerato? Ognuno fa le sue scelte. Ma la cosa non mi turba affatto…“.