DONADONI: “ACQUAH E DE CEGLIE IN DUBBIO. IL RITIRO E’ STATO POSITIVO”

torino-contestDi sicuro non è una vigilia come tutte le altre, quella che Roberto Donadoni sta vivendo. Non tanto per la prossima avversaria, il Torino, e i relativi “trascorsi” legati alla scorsa stagione, bensì per la situazione che la squadra sta vivendo, con quell’ultimo posto che chiede alla squadra un pronto recupero.

Ecco le parole di Roberto Donadoni, raccolte dai microfoni di ParmaFanzine.it:

“Quanto è distante la linea tra la tensione vista nelle ultime partite e la serenità percepita nell’ultimo allenamento? E’ molto sottile, i risultati fanno sempre molta differenza. Dal punto di vista psicologico qualche scoria rimane, ma dobbiamo essere più bravi possibili a focalizzare la nostra attenzione su ciò che dobbiamo fare, e questo aiuta a togliere i pensieri negativi e quindi a sentire un po’ meno la pressione. Cassano sereno e voglioso di recuperare la situazione? L’ atteggiamento di Antonio è stato così anche prima della gara contro il Sassuolo, quello è un po’ il suo modo di essere, anche se molti giocatori esternano in un modo ciò che provano e poi interiormente lo vivono in un modo diverso. Questo comunque è positivo per Cassano e agli occhi degli altri, ma io credo che i giocatori forti devono saper capire quelli che sono i momenti contingenti, ed il fatto che contro il Sassuolo sia stata una partita in cui Cassano ha corso di più sia indicativo. Meglio giocare in trasferta che in casa in questo momento? Questi sono i soliti discorsi che sento ripetere da sempre, tutte le situazioni vanno interpretate e gestite nella maniera giusta, e se uno pensa che giocare in trasferta in questo momento sia un vantaggio vuol dire che facciamo discorsi che non hanno un senso logico. Se io sono bravo a focalizzare tutto nella direzione giusta, estraniandomi da tutto il resto non concedo vantaggi all’avversario, è questo che dev’essere l’atteggiamento giusto“.

donadoni-1Adesso vediamo, abbiamo un paio di giocatori in dubbio. Domani in mattinata vedremo. Siamo un po’ contati, ma dobbiamo fare di necessità virtù. Non iniziamo a ragionare con gli assenti, che sono dei dati di fatto. La formazione la fa il dottore? No, direi di no, anche se quando si riducono un po’ ai minimi termini le possibilità diventa un po’ complicato. Non mi sono mai pianto addosso, ho sempre pensato, anche da calciatore, che alle critiche devo dimostrare di essere all’altezza. I tanti infortuni? Sono tutte storie che hanno un pregresso. Si è sempre cercato di gestirli in un determinato modo. La cartella clinica degli infortunati non parla di giocatori perfetti che all’improvviso hanno avuto dei problemi fisici. Ma non dipende dalla metodologia, sono casi che si spiegano benissimo. I gol di Molinaro ed Amauri in Europa? Sono contento per loro, ritengo che siano professionisti seri, e quando atleti che sono stati con me riescono a fare bene in altre competizioni non sono assolutamente invidioso, al contrario”.

Le porte aperte agli allenamenti non sono un messaggio, ma soltanto la coscienza che non abbiamo mai nascosto niente a nessuno, alcuni allenamenti sono stati a porte chiuse, ma a quelli a porte aperte alcune volte non c’è stato nessuno. Non ho bisogno di ricorrere a mezzucci, mi piace essere chiaro ed essere trasparente. Se qualcuno gradisce vedere l’allenamento, anche da bordocampo, non ho problemi ad invitarlo. Il ritiro? Ci sono dei momenti in cui ci sono delle necessità anche volute dagli atleti stessi. Non sono mai imposizioni o obblighi, ci si arriva attraverso il buon senso ed attraverso una logica. Ieri sera i giocatori hanno cenato qui a Collecchio, hanno dormito a casa con le loro famiglie e poi questa mattina erano ancora qui. Non è un provvedimento restrittivo. Gli umori, l’ambiente, le situazioni vanno vissute, per poterle giudicare. E’ una scelta che abbiamo deciso di fare pensando di trarne qualche vantaggio. Sicuramente è una cosa che ritengo sia stata positiva ed utile, perchè l’aria che si respira è un’aria di grande partecipazione, di volontà di cambiare le cose, ma senza spaccarsi la testa. Questo è un gruppo, ed insieme tutti devono pensare di venirne fuori”.

leonardi-donadoniIl Torino? Se non sbaglio avete scritto fino ad un paio di settimane fa che squadre come Parma, Torino ed Atalanta erano in grave difficoltà… Non riesco in tutta sincerità, o meglio, non mi interessa fare valutazioni di questo tipo. L’obiettivo è il nostro campionato, c’è una grandissima difficoltà e vogliamo in tutti i modi di sovvertire. A  me interessa andare a Torino e fare la mia partita. E’ uscito malconcio De Ceglie, l’altro giorno, così come Acquah accusava qualche problema. Stiamo monitorando per vedere se potranno essere pienamente a disposizione. Belfodil? Ha risolto tutti i problemi, sta bene, ieri si è allenato ed era al 100%“.