DONADONI: “ABBIAMO PERSO SETTE PARTITE, C’E’ POCO DA STARE ALLEGRI”

donadoni-mixedAl termine della partita, abbiamo scelto di concentrarci su ciò che stava accadendo al di fuori del Tardini, con il confronto tra Ghirardi e i tifosi avvenuto proprio sotto la porta principale di ingresso del Tardini. Donadoni, nel frattempo, ha parlato ai microfoni di Sky ed ha provato ad analizzare la partita.

Ecco le sue parole:

Stasera abbiamo concesso qualcosa con troppa facilità all’avversario e questo diventa penalizzante. La voglia di soffrire e correre però l’ho vista. È una delle prime gare in cui si è visto Cassano correre e lottare più degli altri. Non possiamo permetterci errori in questo momento, li paghiamo in maniera pesante soprattutto a livello psicologico. È un problema che dobbiamo risolvere in fretta, togliendoci di dosso tutte le scorie che ci fanno male. Più di questo è difficile dire. C’è bisogno della disponibilità di tutti i giocatori, anche di quelli che sono fuori. Problemi difensivi sul secondo gol del Sassuolo? Loro ci sono andati con estrema decisione, noi invece eravamo troppo preoccupati di prender gol. Questa è una situazione di palla inattiva vista e rivista in settimana: bisognava solo andare con decisione. Non è questione di reparto, ma questione di essere convinti e prendere la palla prima degli altri. Se si è rotto qualcosa? Questo è un dato di fatto: abbiamo perso sette volte, c’è poco da stare allegri. Più sassuolo-evidenzadi metterci voglia di lavorare non possiamo fare, in qualche modo dobbiamo venirne fuori. Coda e Belfodil esclusi dal 1’? E’ un’inesattezza, perchè Coda si è allenato ieri per la prima volta con la squadra per un problema muscolare. Oggi non ha giocato dall’inizio perché non aveva i 90’ nelle gambe. Non potevo rischiarlo. Belfodil aveva la febbre, e non se la sentiva neanche di entrare. Abbiamo fuori per infortunio Pozzi e Palladino, Galloppa non sta benissimo: ci sono delle mancanze che pesano, devo fare con quelli che ho. Non posso dir nulla ai miei ragazzi, sono usciti fuori dal campo dopo aver corso tanto. È chiaro che non basta correre, bisogna correre bene, ma soprattutto non regalare occasioni agli avversari