DEBITO SPORTIVO – QUALCHE SPIRAGLIO DAI “DISSIDENTI”: ALCUNI “NO” STANNO DIVENTANDO DEI “NI”…

Diciamo che siamo arrivati al secondo tempo. La partita più importante per il futuro del Parma continua, tra incontri, riunioni e pause di riflessione. Due giorni fa vi avevamo raccontato che alcuni ex giocatori del Parma ai quali spettano crediti importanti da parte della società crociata avrebbero puntato i piedi di fronte alla richiesta di creditori e attuale spogliatoio di firmare la rinuncia del 75/80% delle proprie spettanze. Tra questi Cassano, Marchionni, Amauri, Felipe, Modesto, Sansone e Molinaro. Solo con questi ultimi due sembra che non ci sia proprio nulla da fare, anche se fortunatamente le loro sono cifre esigue rispetto a quelle degli altri giocatori della lista.

L’inizio della prossima settimana, in questo senso, sarà decisivo. Non per la terza asta, in programma lunedì 18 maggio (data in cui i crociati sfideranno la Fiorentina al Franchi), bensì perchè è attesa la decisione definitiva da parte dei giocatori menzionati in precedenza. Sono due le cose che stanno facendo sì che ci sia qualche esodatispiraglio. In primo luogo ci sarebbe una presa di coscienza del fatto che non accettando la riduzione si andrebbe ad intaccare le possibilità di sopravvivenza di un ambiente (giocatori, dipendenti e tifosi) che è altrettanto vittima di ciò che è successo, oltre al fatto che in caso di fallimento per questi giocatori difficilmente  sarà possibile riuscire ad ottenere più del 20% di ciò che gli spetta, dovendo però attendere parecchi mesi, se non anni. Importantissimo anche il lavoro ai fianchi di qualche senatore dello spogliatoio, che senza sosta ha dedicato il proprio tempo libero a contattare gli ex compagni per cercare di convincerli e farli tornare sui propri passi. Non è però ancora detta l’ultima parola: alcune trattative (Cassano, Amauri e Felipe su tutti) sono e restano molto complicate, ma si sta tentando il tutto per tutto, e sembra che i “no” stiano timidamente trasformandosi in “ni”.

Senza paura di ripetersi, vista l’assoluta rilevanza della questione, vogliamo sottolineare ancora una volta quando sia fondamentale che i “dissidenti” alla fine decidano di allinearsi a quanto già deciso dallo spogliatoio crociato. Con le loro rinunce, infatti, il debito sportivo verrebbe tagliato nettamente e reso sicuramente più abbordabile per un eventuale compratore. La terza asta, quella del 18 maggio, avrà con ogni probabilità lo stesso esito delle prime due. Dal 22 maggio però la sensazione è che qualcosa si potrebbe muovere. Le manifestazioni d’interesse ci sono state, e sono più di una: ovviamente nessuno può sapere se si potranno tramutare in offerte concrete, ma siamo sicuri che (fantasticando un po’ sulle modalità, sia chiaro) se i curatori dovessero attaccare un post-it nella fantomatica data room con scritto “anche gli ultimi indecisi hanno firmato, il debito sportivo ammonta ora a 15/20 milioni di euro“, beh, ciò rappresenterebbe una spinta non indifferente affinchè qualcuno questo benedetto passo in avanti lo faccia per davvero. In ogni caso inutile perdere tempo ed illudersi, anche se la speranza è che chi ha giocato per anni in questa piazza capisca l’importanza della decisione che è chiamato a prendere, e che qualcuno, dalla penombra, possa fare capolino con una busta in mano. Se ciò non dovesse accadere andremo incontro al nostro destino, qualunque esso sia.