DALLARA: “NON VOGLIAMO FARE GLI IMPRENDITORI CALCISTICI, ACCOMPAGNIAMO IL PARMA ALL’AUTOSOSTENTAMENTO”

In questa giornata in cui ricade l’anniversario del fallimento del Parma, Sky Sport ha confezionato un servizio che cerca di fare un piccolo punto della situazione con uno sguardo sia al passato che al futuro della società crociata. Il primo a parlare, al microfono di Fabrizio Monari, è stato Luca Accorsi, titolare della Ab Global Service ovvero l’azienda che da anni si occupa di curare il terreno di gioco del Tardini e dei campi d’allenamento di Collecchio. Anche lui, come altri, ha subito un danno imponente con il fallimento della società crociata:“Con il fatto che il giardiniere-collecchionostro lavoro è fondamentale sia per il gioco che per l’allenamento – ha detto Accorsi al microfono di Sky Sport – anche quando ormai c’erano sensazioni di non ripresa e di non soluzione avevamo deciso di stringere i denti tutti per cercare di cavalcare quel minimo di speranza che ci stava dando prima Kodra e poi per pochi minuti, neanche per ore, il personaggio di Manenti. Siamo arrivati a vantare un credito di 465.000 euro, Leonardi mi ha presentato Manenti dicendomi che sarebbe stato il futuro proprietario, poi i discorsi sono stati sempre più strani, per cui nel giro di poco si è capito che di sostanza ce n’era poca. Ora stiamo vedendo la luce, anzi, siamo già alla luce in fondo al tunnel”.

All’interno del servizio il seguente interlocutore è stato Luca Carra, attuale Direttore Generale del Parma:Cosa restava del Parma quando siamo subentrati? Nulla. Ora chiunque può sapere esattamente costa stiamo facendo, come investiamo i soldi e come li spendiamo. Anche al di fuori della società tanti fornitori che magari prima erano un pochino più scettici lavorano con noi tranquillamente”, sottolineando così la ritrovata fiducia da parte di chi, scottato dal precedente fallimento, guardava con più di qualche timore un possibile rapporto con la società crociata.

Al termine del servizio c’era anche uno sguardo al futuro, con le parole di Gian Paolo Dallara, uno dei sette soci di “Nuovo Inizio Srl“. A lui viene rivolta una domanda su quelle che possono essere le strategie dei prossimi anni da parte della società crociata.Nessuno di noi vuol fare l’imprenditore calcisticoha detto Dallaral’importante è dallaraaccompagnare la società a livelli in cui possa autosostenersi, perchè ad un certo punto occorreranno delle scelte imprenditoriali che oltretutto noi non siamo preparati a prendere”. Ed è forse questo il vero spunto di tutto il servizio, perchè se da un lato il fallimento del Parma è una storia che all’ombra di Garibaldi è stata snocciolata in ogni modo possibile, nelle piazze (fisiche o virtuali) il dibattito è da tempo incentrato sul futuro, soprattutto ora che il campionato di D sembra incanalato vero il giusto binario. Lo stesso Dallara, al microfono di Parma Today, aveva detto che “Di facile non c’è niente, si comincia a pensare ora a come bisognerà affrontare l’anno prossimo. Vogliamo coinvolgere un bel gruppo, qualcosa in mente l’abbiamo”.

Difficile decriptare questi due interventi, almeno se l’obbiettivo è quello di capire a tutti gli effetti quelli che possono essere i piani futuri del Parma in vista delle prossime stagioni. Da un lato c’è una presa di coscienza, (“nessuno di noi vuol fare l’imprenditore calcistico“), che potrebbe avvicinarsi all’idea iniziale di un tavolo “a più gambe”, ovvero una società con più imprenditori invece del tipico Patron che comanda, investe e decide. Dall’altro c’è l’aspetto legato all’autosostentamento, alle scelte imprenditoriali future (“che oltretutto noi non siamo preparati a prendere“) e alle idee su come affrontare la prossima stagione (“vogliamo coinvolgere un bel gruppo, qualcosa in mente l’abbiamo), e da questo punto di vista le possibili interpretazioni sono molteplici. Crediamo che per un possibile autosostentamento, o presunto tale, serva almeno essere in Serie B per una questione di introiti che (concetto che è stato ripetuto parma-calcio-1913giustamente fino allo sfinimento) in Lega Pro sono quasi inesistenti. Per quanto riguarda le scelte future, invece, è davvero difficile decifrare con estrema precisione quella che potrà essere la strategia. “Ad un certo punto occorreranno delle scelte imprenditoriali che noi non siamo preparati a prendere” e “vogliamo coinvolgere un bel gruppo, qualcosa in mente l’abbiamo“, anche se provengono da due interviste diverse, sono due frasi che, nel bene o nel male, potrebbero far viaggiare la mente dei più fantasiosi. Va sottolineato comunque che ad aver parlato (e lo ha fatto a titolo personale) è solo uno dei sette imprenditori che, tra l’altro, come Barilla, Ferrari e l’Avv. Malmesi è entrato nel Parma con il proprio capitale, e non con la propria azienda. Noi, dal canto nostro, abbiamo incassato in passato alcune testimonianze anche dirette dell’attaccamento e la passione per questa nuova avventura da parte di alcuni dei “sette moschettieri”.

Il Parma Calcio 1913, l’1 luglio scorso, si è presentato in modo chiaro: “non chiediamo nessuna cambiale in bianco. Dobbiamo essere giudicati dai fatti ma vorremmo che si aspettassero i fatti”Finora non ci si può davvero lamentare: la squadra è prima in Serie D, è imbattuta ed ha nove punti sulla seconda. Andiamo dunque a prendere questa Lega Pro il prima possibile, raggiungendo il primo obbiettivo dichiarato. Dopo sarà normale alzare l’asticella: ci sarà di fronte ai crociati un altro gradino da superare per continuare questa scalata.