Dagli stadi vuoti ai diritti tv: il calcio italiano in saldo?

Dopo il Trofeo del Centenario si è discusso nei salotti televisivi e virtuali delle cifre che riguardavano il pubblico presente allo Stadio Tardini. Per qualcuno sono stati numeri inferiori alle aspettative, per altri invece sono stati in linea con le attese. Come sempre accade in questi casi si è poi discusso sulle presenze al Tardini dei tifosi crociati, ma siamo proprio sicuri che quello dell’affluenza in diminuzione sia un problema solo di Parma? Secondo quanto riportato da Repubblica, in un articolo a firma di Matteo Pinci, la situazione sarebbe simile un po’ dappertutto. Secondo il giornalista di Repubblica, infatti, “il prodotto sportivo del mondo del pallone italiano produce ricavi ogni anno più bassi, interessando sempre meno il grande pubblico. La gente ha smesso da tempo di frequentare stadi scomodi, vecchi e militarizzati, spendendo anche meno di qualche anno fa per il merchandising della propria squadra del cuore“.

Schermata 2013-10-17 alle 07.26.03La crisi, quindi, sarebbe diffusa, e i club starebbero correndo ai ripari: “pur di riempire il proprio impianto, si arriva ad abbattere drasticamente il prezzo dei tagliandi. Anche a costo di affidarsi a vendite almeno particolari“. Per argomentare il fatto che la riduzione del prezzo del biglietto abbia più efficacia del richiamo di un grande match, Pinci porta ad esempio il numero dei biglietti venduti per la sfida di venerdì sera tra Roma e Napoli, vero e proprio big match di campionato, che sarebbero inferiori ai 40mila spettatori. Ma i prezzi popolari aiutano davvero a far crescere le presenze allo stadio? Il Napoli, qualche settimana fa, per la gara contro il Sassuolo ha abbattuto i prezzi riducendo le curve a 5 euro, ed è riuscito a riempire il San Paolo. Secondo l’articolo, “la serie A somiglia sempre più a un discount, dove la gente preferisce alla qualità del prodotto, i prezzi minimi. Stravincono i ribassi, le offerte. Questo concetto darebbe una logica al fatto che lo scorso anno i biglietti di Inter-Catania siano finiti addirittura su Groupon al 50% del prezzo originale, proprio a fianco delle promozioni per i pacchetti di vacanze benessere e quelle per ristoranti ed hotel. “Un posto in prima fila per vivere la propria passione dal vivo affidato a un sito di promozioni: quasi la svendita del cuore“, afferma Pinci nel suo articolo.

Non solo i biglietti per le partite, però, sono in saldo: in Lega si continua a negoziare il prezzo dei diritti televisivi della Serie A, con la forbice rispetto agli altri campionati europei che continua ad allargarsi. Da qualche settimana anche i titoli delle squadre italiane in borsa sarebbero in caduta libera. “C’è chi dice da fondi internazionali che sperano in un guadagno futuro, magari dopo l’approvazione della legge sugli stadi. Insomma, l’Italia è in saldo. Chi vuole comprare, dai biglietti ai club, deve solo attendere il prezzo più conveniente“, chiosa Repubblica. Nella speranza che arrivi, prima o poi, un’inversione di tendenza.