Da Pianzola a Gilardino, passando per Bonci e Barbuti, i bomber della storia crociata presentati da Zannoni e Chiesa

Immaginate per un attimo di chiudere gli occhi e di compiere un viaggio lungo cent’anni, alla scoperta dei Bomber che hanno fatto la storia crociata dal 1913 fino ad oggi. L’immaginazione, però, non basta: serve una memoria storica incredibile e soprattutto una preparazione decisamente maniacale. Ieri sera, nell’Antica Tenuta Santa Teresa, questo interessantissimo viaggio è diventato realtà grazie a Banca Mediolanum e a Marco Zambonini, patrocinatori e organizzatori dell’evento. Tutti coloro che hanno partecipato all’incontro, però, non hanno chiuso gli occhi ma li hanno tenuti ben aperti, quasi spalancati: l’attenzione era tutta per Massimo Zannoni e Carlo Chiesa che hanno condotto la serata ed hanno preso idealisticamente per mano i presenti, accompagnandoli in un percorso che inizia negli anni venti, con Carlo Pianzola, e che termina con Alberto Gilardino, passando per grandissimi attaccanti come Bonci, Barbuti, Asprilla, Crespo, oltre all’applauditissimo Sandro Melli che ha partecipato personalmente all’incontro.

IMG_1329 copiaLa simpatia, l’arte oratoria e la preparazione di Massimo Zannoni, con la passione e la professionalità di Carlo Chiesa, hanno fatto si che l’incontro, andato avanti per ben due ore, si trasformasse in un’ esperienza mozzafiato, mai noiosa e davvero molto interessante. Il viaggio, come detto, è iniziato con Carlo Pianzola, cannoniere degli anni ’20: studente del Liceo Maria Luigia, Pianzola era una promessa calcistica inizialmente “bloccata” dal Rettore del Liceo, che non gli permetteva di giocare a calcio ma che alla fine decise di cedere dopo una vera e propria insurrezione popolare. Dopo Gilberto Pogliano (che vinse uno scudetto con la Juventus, e nella prima stagione in crociato siglò 21 reti), negli anni ’40, invece, il bomber crociato era Luciano Degara che in due campionati segnò la bellezza di 61 reti, uno dei quali, come racconta una copia della Gazzetta di Parma dell’epoca, siglato con una semirovesciata di tacco.

Degli anni ’50 si è voluto sottolineare la carriera di William Bronzoni, che fu decisivo con una doppietta nello spareggio contro il Prato per accedere alla Serie B; sempre in quegli anni segnò moltissimi gol anche Paolo Erba, che fu capocannoniere nel campionato di Serie B 1956/57. Proprio per parlare di Paolo Erba è intervenuto un suo compagno di squadra dell’epoca, Giampiero Convalle, che ha portato la propria testimonianza su un giocatore “molto valido, sempre pronto ad anticipare il suo marcatore. Non era molto veloce come punta, ma aveva una grande capacità, quella di partire in anticipo rispetto al difensore“.

IMG_0347 copiaDagli anni ’50 il Professor Zannoni ha fatto un salto fino agli anni ’70 per parlare del suo “cannoniere preferito“, ovvero Orazio Rancati: attaccante di piccole dimensioni, con esperienze in Serie A e con la Nazionale Olimpica (nella quale giocava anche un giovanissimo Trapattoni). Proprio con la maglia azzurra fallì un gol clamoroso durante la semifinale olimpica contro la Jugoslavia (poi persa dopo il sorteggio: all’epoca non esistevano i tempi supplementari ed i rigori). Dopo quell’errore (e le ire di Nereo Rocco, allenatore di quella Nazionale) Rancati precipitò in Serie D, fino a vestire la maglia del Parma: esordì contro il Fanfulla, davanti ad un Tardini gremitissimo (11mila persone per un match di Serie D), e proprio in quel match riuscì a segnare. Per raccontare le caratteristiche di Orazio Rancati è intervenuto il suo ex compagno di squadra Ideo Bertozzi: “Io non ero un bomber, io i bomber li marcavo. Orazio era uno che sapeva gestire il pallone, ed era bravo anche a far segnare i compagni“. Bertozzi, che ha faticato a trattenere l’emozione, ha fatto vedere ai presenti una vecchia copia della Gazzetta di Parma, nella quale spiccava il titolo “Il Parma trionfa a Sassuolo (3-0), trascinato da Bertozzi e Rancati“. La speranza è che sia di buon auspicio per domenica…

Sempre negli anni ’70 vestì la maglia del Parma “Bonci-gol“, in arte Fabio Bonci, capocannoniere di un Parma che a fine campionato non potè evitare la retrocessione. Dei 30 gol segnati dal Parma in quella stagione l’attaccante crociato, che giocava con i calzettoni abbassati, ne segnò addirittura 14. Come ha raccontato nel suo intervento Giancarlo Ceci, radiocronista che per primo trasmise in diretta un match dei crociati, Bonciche ha giocato anche nella Juventus, con i suoi compagni si allenava di nascosto nella palestra del Preparatore Atletico, perchè tutta la squadra pensava che Cesare Maldini li stesse allenando in maniera troppo blanda. Per questo motivo, quando Maldini fu esonerato, tutta la rosa del Parma inviò una lettera alla Gazzetta di Parma per denunciare la scarsa preparazione fatta con Cesare Maldini“.

IMG_0337 copiaIl viaggio è poi proseguito con Barbuti, idolo di quella curva sotto la quale esultava dopo le sue reti (memorabile l’esultanza dopo un gol contro la Carrarese, con la caduta della famosa “ramata“), fino ad arrivare a Sandro Melli, presente in sala, che si è seduto al fianco di Carlo Chiesa con il quale ha dialogato per una ventina di minuti. L’attuale Team Manager ha raccontato della difficoltà che vive un giovane che sente il peso di dover essere profeta in patria, oltre ai rapporti travagliati con qualche allenatore, causati dalla sua incredibile voglia di scendere in campo ad ogni occasione. Senza dimenticare (e come sarebbe possibile farlo, del resto…) i gol con i quali ha bagnato tutti i principali trionfi del Parma dalla promozione in Serie A fino alla conquista delle prime coppe. Carlo Chiesa, dopo aver salutato Melli, ha descritto le caratteristiche dei bomber più attuali, ovvero Asprilla, Crespo e Gilardino, giocatori che anche i tifosi più giovani del Parma hanno imparato ad ammirare e conoscere. Nella speranza di trovare presto un nuovo bomber da aggiungere alla lista…

L’Editorialista

Le foto sono realizzate da Federica De Masi – Guarda il video integrale dell’evento!