COSA VA – I CROCIATI TORNANO A CONVINCERE ANCHE DAL PUNTO DI VISTA DEL GIOCO

Prima di poter criticare gli altri, ad ogni livello, è importante saper fare anche un po’ di autocritica. Proprio per questo, dopo diverse giornate in cui legittimamente abbiamo sottolineato le difficoltà del Parma dal punto di vista del del gioco, ammettiamo candidamente di aver storto un po’ il naso nel capire che nel confermato rombo a centrocampo, nell’inedito ruolo di mezz’ala, Apolloni aveva deciso di schierare Ricci. Non tanto per l’utilizzo del giovane scuola Livorno, sia chiaro, ma per un duplice motivo: da un lato forse poteva essere meglio tornare al “solito” modulo che con gli interpreti giusti poteva restituire alcune certezze ad una squadra ultimamente priva di idee, dall’altro perchè vi era il rischio di ritrovarsi costretti poi a forli-lucarellicorreggere il tutto in corso d’opera, perdendo tempo prezioso e faticando dunque a spezzare gli equilibri della gara di fronte ad una squadra ostica come la Virtus Castelfranco. Non è accaduto niente di tutto ciò, e siamo ovviamente i primi ad essere contenti di esserci sbagliati e a tessere le lodi di quello che non sarà forse stato il Parma migliore della stagione, ma che in campo ha dimostrato di avere idee chiare e molta determinazione. Lo si è capito dai primi minuti, quando i crociati hanno saputo attaccare con continuità senza retrocedere con il passare dei minuti il proprio baricentro in preda al nervosismo e a spazi che sembravano difficili da creare. Il Parma ieri i tre punti se li è conquistati con caparbietà, ma soprattutto tornando a muoversi molto senza palla, aprendo varchi sapendoli poi sfruttare. È questa la chiave di un successo rotondo contro una squadra organizzata come altre avversarie che avevano in passato messo in difficoltà la squadra di Apolloni, ma che nulla ha potuto di fronte ad un Parma che ha ritrovato trame e idee.

Un’altra chiave di questa prestazione è senza dubbio l’immensa utilità di Longobardi, tornato in campo dal 1′ dopo esattamente un girone intero. Il “Longo”, infatti, fa un grandissimo lavoro che permette a Baraye di poter svariare liberamente su tutto il fronte d’attacco. Non solo, funge anche da esempio per gli stessi compagni. “Lui dà sempre la carica, quando lo vedi correre e pressare non puoi non fare lo stesso anche tu” ha dichiarato lo stesso Baraye riferendosi proprio a Longobardi. Anche Ricci ha saputo interpretare bene il ruolo di mezz’ala, soprattutto nel primo tempo, mentre Messina più di una volta è sceso sul fondo a crossare evitando quei prevedibili (per le difese avversarie) cross dalla trequarti visti contro apolloni-forliil Lentigione. Quando il Parma fa girare la palla e si muove bene senza, diventa più facile ritrovare quella sicurezza nei propri mezzi che a volte sembrava smarrita, e anche i giovani rendono al meglio. Banale e scontato dire che diventi tutto più facile, ma è così. In settimana molti tifosi avevano criticato la scelta di accettare il rinvio della gara contro il Romagna Centro. Forse quei giorni di riposo in più sono serviti: basti pensare che l’AltoVicentino, che comunque giocava contro il San Marino quindi non contro l’ultima arrivata, non è andato oltre al pari e dunque ha lasciato per strada altri due punti. Tornando alla gara contro la Virtus, ieri il Parma è tornato a convincere non solo il pubblico del Tardini, che ha apprezzato accompagnando in maniera appassionata la squadra durante tutta la partita, ma anche se stesso. Un iniezione di fiducia sicuramente determinante per un finale di stagione da affrontare al meglio.