Comunicato del Parma sulla mancata licenza Uefa: ci saranno ulteriori ricorsi?

Di seguito potete leggere un comunicato della società Parma FC riguardante la mancata concessione della licenza Uefa. La presa di posizione della società è forte e chiara. Invitiamo i nostri lettori a fare attenzione alle ultime righe del comunicato: ci saranno ulteriori ricorsi nonostante il terremoto societario?

L’iniquità della decisione con la quale al Parma è stata inibita la partecipazione alle competizioni UEFA, che si era guadagnata con i risultati sportivi, desta il più profondo sconcerto.

La stessa pronunzia dell’Alta Corte di Giustizia Sportiva riconosce, infatti, al paragrafo 5, come la decisione di non concedere al Parma la licenza UEFA sia palesemente ingiusta.

Il ragionamento dell’Alta Corte può essere così riassunto. Ai sensi del paragrafo 14.7 del manuale UEFA: “La società richiedente la licenza deve dimostrare di aver pagato, entro e non oltre, il successivo 31 marzo… 2… le ritenute fiscali relativi agli emolumenti dovuti ai dipendenti rientrati nel periodo di competenza fino alla data del 31 dicembre (compreso) che precede la stagione della licenza ovvero che, entro o non oltre anche la stessa data (31 marzo) si è opposta ad un ricorso o ha presentato un ricorso…“.

Al Parma non è pervenuta, entro il 31/3/2014, alcuna contestazione fiscale da parte degli organi competenti, il che ha impedito alla società di opporsi alla pretesa tributaria.

Ciò nonostante al Parma è stata negata la licenza UEFA.

Ne deriva che (con un evidente paradosso) la posizione del Parma -secondo quanto rileva l’Alta Corte- è “più sfavorevole rispetto a quella della società che, alla stessa data, è in lite col fisco per opporsi alla pretesa tributaria e che nondimeno può ottenere la licenza UEFA”.

Il conflitto “con ogni ragionevole principio di difesa di un diritto dinnanzi alla pretesa di un’autorità terza” -rileva, ulteriormente, il massimo organo di giustizia sportiva italiano- è nel caso di specie evidente.

L’Alta Corte definisce in coerenza con il corredo motivativo della sua decisione, pertanto, “incongrue” ed “ingiuste” “le conseguenze applicative del paragrafo 14.7” evidenziando, nel contempo, di non avere “il potere di annullare o modificare” tale disposizione.

Proprio anche alla luce delle conclusioni alle quali è pervenuta l’Alta Corte di Giustizia Sportiva, il Parma calcio non potrà astenersi dal valutare quali iniziative possano essere ulteriormente adottate per conseguire il riconoscimento del diritto, conseguito sul campo, a partecipare alle competizione europee“.