A COLLECCHIO LA PAZIENZA STA TERMINANDO, ANCHE SE QUALCOSA SEMBRA MUOVERSI…

tifosi-sciarpe-curva-nuovo-sitoSe dovessero stilare una classifica delle parole più utilizzate dai tifosi del Parma negli ultimi mesi, il podio sarebbe composto probabilmente da termini non certo galanti o da nomi propri di paeselli in provincia di Brescia. La medaglia di legno, però, andrebbe ad un’espressione che è diventata quasi un tormentone, condita con tutte le salse possibili: la cordata. C’è stata quella russo-cipriota, quella qatariota, quella albanese, quella romana, quella parmigiana… A tirar troppo la cordata, però, c’è sempre la possibilità che quest’ultima si spezzi.

E’ il caso del Parma Fc, dove la pazienza sembra che sia finita proprio per tutti. L’equilibrio, nonostante le difficoltà e qualche crepa prontamente risanata, è durato fino alla gara contro il Cesena. La rescissione di Cassano ha spezzato un incantesimo che, c’è da dirlo, sul campo non stava comunque funzionando. Colpa dell’insicurezza, della mancata presenza di una società solida alle spalle, indipendentemente dalla salute delle casse crociate. Anche in situazioni di pesantissima difficoltà ammettere il problema dando la possibilità a tutti di capire e di poter scegliere se lottare o meno avendo tutte le carte scoperte sopra il tavolo, sarebbe stato un modo per compattare un gruppo, per unire una squadra che nonostante gli ostacoli avrebbe potuto comunque dire la sua.

centro-collecchioIl problema non è però solo legato ai calciatori. In una barca in preda alla tempesta ogni buco, grande o piccolo che sia, mette a dura prova l’intera struttura. Per far sì che il destino del Parma non sia simile a quello del Titanic, sono tantissimi i dipendenti e i fornitori che hanno comunque lottato, giorno dopo giorno, anche senza stipendio. Quegli stessi dipendenti e fornitori che non vanno in tv, che non hanno un procuratore che con un giro di telefonate gli può trovare subito un’altra squadra, ma che soprattutto non hanno alcuna garanzia, alcun paracadute federale, alcuna sicurezza sul proprio futuro. Gente che, nonostante tutto, ha sempre lavorato con il sorriso, e in modo professionale, senza mai lamentarsi, almeno fino a qualche giorno fa.

Lo stato dei terreni da gioco sui quali il Parma si allena riflette in maniera chiara la situazione societaria. Basta un po’ di pioggia, ed il prato verde cede. Il pallone rimbalza male, ogni scivolata lascia una traccia quasi indelebile, e davanti alle porte si formano delle grosse pozzanghere. Per fortuna che Bucci e Mirante la prendono con filosofia quando, durante i loro esercizi, il tecnico lancia il pallone proprio lì, in mezzo all’acqua, con il portierone crociato che tuffandosi impreca ridendo prima di nuotare nel fango. In tanti l’hanno presa con filosofia, in questi mesi, ma la filosofia non basta più, proprio perchè la corda si è spezzata. Lo scempio che sta vivendo la squadra cittadina è ora oggetto di dibattiti sulle televisioni e i media nazionali, che da qualche giorno si stanno accorgendo di ciò che sta accadendo e che iniziano a domandarsi quale sarà il futuro del Parma. La loro preoccupazione è rivolta non tanto ai tifosi crociati, perchè tanto si sa, non hanno mai alzato lo share o il numero di copie vendute. Le riflessioni fatte sono tutte rivolte a capire se Chievo, ma soprattutto Inter e Fiorentina, possano riprendersi i punti persi contro il Parma nel girone d’andata, o se le varie grandi di turno possano tesserare giocatori del Parma nel caso che vengano svincolati. La misura è colma, talmente colma che la sensazione è che stia per accadere qualcosa.

collecchiocentrodirezionale3-1Qualche rassicurazione sarebbe arrivata, anche se mai come ora si attendono i fatti, senza troppe chiacchiere. Se come sembra, però, ci sarà qualche novità positiva nei prossimi giorni (o addirittura nelle prossime ore), allora si potrà provare a ricostruire una situazione che abbia qualche parvenza di normalità. Altrimenti saranno in tanti (oltre a quelli che l’hanno già fatto, qualsiasi sia il loro ruolo nel club) a provare a buttarsi in mare con il proprio salvagente. Come biasimarli? Se l’iceberg si avvicina ed il Capitano non vira prima dello schianto, provare a salvarsi con ogni mezzo diventa quasi logico. Ed il Capitano crociato (e non ci riferiamo a Lucarelli, ovviamente) ha davvero pochi giorni per decidersi a cambiare direzione. E forse l’ha capito.