Cassano: “La Nazionale attraverso il Parma. Voglio davvero chiudere qui la mia carriera”

Antonio Cassano ha rilasciato una lunghissima ed interessante intervista al Corriere dello Sport, nella quale ha affrontato moltissimi temi, dalla Nazionale al suo futuro con il Parma, con uno sguardo anche al suo passato.

Ecco i temi salienti dell’intervista:

eallafinearrivaantonioLA NAZIONALELe parole di Prandelli? Si, ho sentito e mi ha fatto molto piacere. Devo ringraziarlo. Ho capito che la sfida è bella e aperta. Sono molto contento proprio perché sarà determinante quello che succederà in campo. E da quel punto di vista mi sento di dire che ce la metterò tutta. E’ una sfida che mi permetterà in qualche modo di ricominciare, ma anche di concludere. Io sono un calciatore che ha avuto molto e che ha buttato anche tante occasioni. Sono stato sempre uno da prendere così. Ora voglio pensare meno a quello che è stato e più al presente. Il presente è fatto di quello che mi piacerebbe avere. Il Mondiale. A volte ci penso. Spesso, diciamo. Certo in Brasile piacciono certe cose del calcio. Già arrivare al Mondiale sarebbe un successo. Riuscire ad essere magari determinanti, farsi apprezzare lì, sarebbe una cosa che ti porti dietro per un bel po. Io come Baggio? Eh, scomodiamo i grandi… Però in effetti in questa stagione le cose stanno andando proprio bene. La Nazionale può arrivare proprio con il Parma“.

COS’HA COMBINATO CASSANO AGLI ULTIMI EUROPEI?Cosa accadde agli ultimi Europei? Io direi proprio niente. E ho capito anche il senso dell’esclusione successiva. Ci sta che a trent’anni ti possano dire: guarda, dobbiamo progettare, seguiamo gente che non abbiano questi trent’anni. Ed è anche normale che dopo gli Europei abbia pensato ad altri. Ma ci sta anche che uno che ha un po’ più di trent’anni possa tornare ad essere utile. Tutto ora dipende da me. Ne ho combinate tante, tantissime. Ma in quegli Europei non ci sono state questioni con compagni o con qualcuno”.

LA QUERELLE CON LA SAMPDORIA “Si era creata un po’ di confusione. C’era stato un momento legato a qualche messaggio che stava arrivando da qualcuno vicino alla Sampdoria. Ho passato giorni un po’ particolari. Ero frastornato. Ed è stato importante Donadoni, è stata importante la società, la chiarezza con la quale ha affrontato la questione. Ho fatto due o tre panchine e poi… Quelle esclusioni mi hanno fatto bene? Benissimo. Avevo fatto le bizze e lui ha fatto in modo che le cose tornassero al loro posto. Con lui le cose sono chiare. Ma senza piedistalli. Quando affrontiamo tutte le questioni, anche le più serie, è come se si stesse al bar fra amici”.

donadoniconfpreatalantaIL RAPPORTO CON DONADONIIo con Donadoni mi trovo bene perché è uno che non fa il despota. Non impone, parla, spiega. Non è un fanfarone, non va in giro a farsi bello. E’ un grande allenatore, perché sa fare come pochi il suo lavoro. E’ stato un grande calciatore. Ti fa capire le cose. E ti avvisa. Io da lui accetto certe scelte. Perché te le fa capire, e fa capire di cosa c’è bisogno. Donadoni non è uno che va girando in cerca di amicizie o che fa pagliacciate come altri… E’ uno bravo, bravissimo e che parla poco“.

LA SCOMMESSA CON LEONARDI“Pietro Leonardi aveva fatto una scommessa. A Punta Ala parlammo e mi disse che questa sarebbe stata la stagione giusta. Mi disse che avrebbe scommesso su di me. Scommetteva che in questa città, con questa squadra, sarei potuto tornare in Nazionale. Qui c’è un presidente come Ghirardi che ha tanta passione. Ero all’Inter dove non ero andato male. Poi le cose sono andate come sappiamo, infortuni compresi“.

IL PARMA DI OGGI COME QUELLO DI IERIQuesto Parma come quello degli anni ’90? Oh, ma avete letto i nomi di quelle formazioni? Ma lì c’erano i grandissimi. Quelle erano squadre dell’altro mondo. Noi invece siamo una buona squadra che può fare belle cose. Ma lasciamo stare i confronti. Epoche e situazioni diverse. Certo giocare in Europa è un obiettivo. Fare una bella figura in quelle partite sarà un obbligo. Ma quella roba lì era un’altra faccenda”.

cassanoazzurroIL FISICO E LA DIETA“Su cosa sto lavorando?’ Sul fisico. Devo tutelare il fisico. Io goloso? “Sì, soprattutto primi piatti, dolci e salumi. Mi piace tutto. Tengo duro, ma ci sto riuscendo. A me piace proprio molto il salame, il prosciutto… Tutti gli affettati. Certe volte mi sogno la notte delle belle mangiate. Poi mi sveglio… Ma qui bisogna arrivare a star sempre bene in campo. E allora pazienza. Mangeremo dopo. Ma sto bene così, non bisogna cedere”.

BALOTELLI E TOTTI Bastone e carota con Balotelli e prendetelo così com’è. Non provate a cambiarlo. E’ un bravo ragazzo. Ma è un po’ come me, andavo preso per il verso giusto. E io pure in certe situazioni il verso giusto non me lo facevo trovare. Comunque Balotelli è quello che vedete. Non cercate di inventarvi un altro Balotelli. Parlategli con sincerità e certe cose si risolveranno. Totti in Nazionale? Checco è un fenomeno. Anche a 37-38 fa paura. Io lo convocherei sempre. Oh, ma adesso non voglio guai con Prandelli. Non voglio fare io le convocazioni… Mettete in campo Totti: la Spagna, l’Inghilterra, chi affrontiamo affrontiamo, avranno tutti una preoccupazione in più. E questo può significare tanto. Se spero di andare con lui in Brasile? Sì, ci spero proprio”.

cassanomilanIL PASSATO E L’EPOCA MADRILEÑA“La svolta della mia carriera il trasferimento al Real Madrid? Penso proprio di sì. Non dico che c’è da mangiarsi le mani, ma… Sapete quanti calciatori nella loro carriera sognano di avere un’opportunità nel Real Madrid? Io ci sono stato e volevo andare via… Non mi trovavo. Ma ne ho fatte di fesserie lì, una dietro l’altra… Una peggio dell’altra. Impossibile fare classifiche. Da una parte ho dei rimpianti, ma dall’altra è proprio così. Cassano è fatto in questa maniera. E allora godiamoci questi momenti che sono belli. Ho tanta attenzione vicino a me. Ma anche la serenità”.

IL FUTURO A PARMAHo altri due anni di contratto. Io vorrei davvero finire la carriera qui. Non c’è motivo per pensare ad altro. Un premio se raggiungo la Nazionale? Sì, ma ad essere sincero me ne sto ricordando adesso. Quello che conta è arrivarci, in Brasile, aver capito come poter stare bene. Vivere le cose importanti della mia carriera e della mia vita. Questo mi ha dato quest’ambiente“.