CASSANO IN NAZIONALE? ECCO PERCHE’ E’ ANCORA TROPPO PRESTO

Dopo la splendida prestazione sfoggiata dal n. 99 crociato domenica contro il Sassuolo, è ripartita la fanfara a tutto spiano: “Cassano da Nazionale!, “Prandelli deve convocarlo!“, ed un lungo, lunghissimo eccetera. Nell’immagine che campeggia in alto, relativa a quest’articolo, ci sono in bella vista anche le figurine “azzurre” di Paletta e Rosi, ma di questo parleremo più tardi.

Si è scatenato, infatti, il dibattito sulla mancata convocazione di Cassano per le imminenti sfide degli azzurri contro Danimarca ed Armenia. Tra i tifosi, nel web, per non parlare delle tv locali in cui non si è quasi parlato d’altro. Proviamo anche noi ad analizzare la questione, portando ovviamente il nostro punto di vista. Il carico da 90 lo spariamo subito, senza aspettare: Cassano in Nazionale non va convocato, almeno fino al prossimo anno.

cassanoCi siamo infatti messi nei panni di Prandelli, anche se la premessa è d’obbligo: l’attuale Ct degli azzurri Antonio lo conosce bene, e sa benissimo cosa gli può dare; possiamo affermare con certezza che un Cassano al 100% della condizione fisica e psicologica avrebbe la convocazione in tasca da un bel po’. Però veniamo al punto: quali sono le domande che si pone Prandelli quando pensa al proprio attacco? Prendiamo, ad esempio, gli attaccanti che ha scelto due giorni fa (del resto Cassano dovrà “rubare” il posto a uno di loro in caso di convocazione). Balotelli, Cerci, Gilardino, Insigne, Osvaldo, G.Rossi. L’attaccante milanista, codice etico o meno, sa che in Brasile ci andrà al 100%, ed è forse l’unico perchè per gli altri ci sono una serie di incognite. Insigne, ad esempio, oltre alle caratteristiche tecniche che lo rendono uno dei migliori prospetti del calcio italiano, gode anche della visibilità mediatica che gli viene fornita da una piazza come Napoli, e come sappiamo questa è una cosa che conta parecchio (purtroppo, aggiungiamo noi), ma è anche molto giovane, quindi per diversi motivi (inesperienza, ed una carriera intera davanti che renderebbe meno indigesta una mancata convocazione, ecc.) non ha il posto assicurato. Gilardino ha bisogno solo di fare un’altra stagione in doppia cifra, dimostrando di continuare ad avere quel fiuto del gol che l’ha accompagnato per tutta la stagione; dipenderà però molto dalle prestazioni del Genoa, che ha appena richiamato Gasperini. G.Rossi ha l’incognita della fragilità fisica, anche se proprio per questo motivo ha iniziato la stagione spingendo al massimo, sia dal punto di vista dell’impegno che da quello dei gol. Cerci ed Osvaldo, infine, godono della stima di Prandelli che spesso li ha utilizzati, ma sono quelli forse più indietro in questa fantomatica griglia. Cassano, dunque, partirebbe dietro a questi 6 calciatori, che diventano 8 se aggiungiamo anche El Shaarawy e Giovinco che sono tenuti in grande considerazione dal Ct.

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Dopo aver fatto il punto della situazione, con un occhio al futuro più o meno prossimo, torniamo al giorno d’oggi: dopo 7 giornate di campionato Cassano merita la Nazionale? Ed è utile continuare a parlarne? La nostra risposta è negativa, ad entrambe le domande. Per quanto riguarda le recenti convocazioni, crediamo che non abbia alcun senso convocare Cassano dopo sole 7 giornate; non per il livello delle prestazioni, anzi: Antonio è protagonista di una crescita costante dall’inizio della stagione, e nonostante non sia ancora al 100% (e Donadoni ha detto che ha perso ben 7 kg dall’inizio della stagione) sta già sfornando delle giocate impregnate di classe e fantasia. Cassano, però, ritroverà la Nazionale quando avrà dimostrato continuità sotto ogni aspetto, sia sul campo che fuori, e fin dall’inizio della stagione (escludendo a Catania, dal punto di vista del rendimento) non ha mai sgarrato, dimostrando di essere sulla buona strada. Tuttavia rilanciare Cassano in azzurro senza aspettare che sia al 100% della forma, con la serenità dettata da una serie di prestazioni maiuscole alle spalle, è un rischio che non va corso assolutamente, anche (e soprattutto, viste le caratteristiche di Antonio) per l’equilibrio psicologico del fantasista barese. Questo, per fortuna, Prandelli lo sa bene e quindi sta alla finestra, osserva, ma aspetterà parecchio, nel caso, prima di battere un colpo.

La motivazione del “no” in risposta alla seconda domanda, ovvero se “sia utile continuare a parlare di una convocazione azzurra per Cassano“, è anch’essa chiara e, crediamo, condivisibile. Antonio sa bene quello che vuole, e per questo motivo dall’inizio sta applicandosi con una dedizione davvero ammirevole. Lui stesso si è descritto come uno poco avvezzo alle regole, agli allenamenti e alla fatica, ma i 7 kg persi, la condizione fisica che sul campo migliora a vista d’occhio, e la voglia che sta mettendo in mostra parlano per lui. Antonio Cassano ha un obiettivo chiaro in testa, e non ha certo bisogno che qualcuno glielo ricordi. Che si parli o meno di una sua possibile convocazione, a lui cambia poco, perchè è deciso a prendersela, quella convocazione, in un modo o nell’altro. Lasciamo allora che parli lui stesso, sul campo, con i suoi numeri e con le sue giocate, e non turbiamo questo estremo equilibrio che ha trovato a Parma, riempiendolo di pressioni esterne al primo gol fatto, o alla prima grande prestazione. Mettiamoci in testa che se convocazione sarà, non sarà imminente, ma c’è molto altro da dimostrare. Se Cassano, anche per un solo momento, dovesse credere e seguire coloro che affermano che sarebbe dovuto essere stato convocato già ieri, anche per un solo momento, farebbe un errore madornale. La fretta, Antonio, è cattiva consigliera, te l’avranno detto in tutte le lingue e da quel che si è visto sembra che tu l’abbia imparato in maniera impeccabile.

IMG_2554Veniamo ora a Rosi e Paletta, gli altri due protagonisti del nostro fotomontaggio. Dopo i due gol di Parolo contro l’Atalanta, in sala stampa gli è stato chiesto se pensasse ad una possibile convocazione in Nazionale; stessa cosa per Rosi dopo il gol e l’ottima prestazione con il Sassuolo. Paletta non ha ancora avuto modo di scendere in campo quest’anno, ma siamo sicuri che alla prima prestazione “da Paletta” pioveranno mille domande simili. La cosa che più ci importa, non dimentichiamolo mai, è il Parma; se un calciatore crociato veste la maglia della Nazionale è sicuramente un motivo d’orgoglio (cit.), ma per riuscire a farlo deve prima dimostrare di potersela meritare per quello che riesce a fare con la maglia crociata addosso. I calciatori, in ogni caso, sono pagati e allenati anche per rispondere a quesiti del genere e per non lasciarsi condizionare; per non rischiare, e non si sa mai, rimanderei domande del genere fino a data da destinarsi.

Il Parma di Donadoni continua a crescere, ha vinto contro il Sassuolo e si prepara alla sfida contro il Verona. La Nazionale può attendere.

L’Editorialista