I BOYS: “UN MARTEDI’ SERA TRA DISAGI E INCOMPETENZE!”

Attraverso un comunicato i Boys hanno voluto raccontare e sottolineare molti dei problemi che si sono verificati martedì sera dal punto di vista dell’ingresso al Tardini, puntando il dito su una serie di “misure”, se si possono chiamare così, utilizzate per garantire l’ordine, giudicate (a nostro modo di vedere in maniera del tutto legittima) completamente innecessarie.

Ecco il testo del comunicato dei Boys:

“Vorremmo spendere due parole su quello che è successo martedì sera prima di Parma Venezia, nulla di grave che sia chiaro, ma davanti agli occhi degli increduli tifosi crociati, si è presentata una città militarizzata in maniera ci vien da dire inspiegabile. Noi sinceramente non sappiamo chi sia stato a decidere questo stato di calamità, ma sinceramente ci rammarichiamo che un anno passato in una “oasi del tifoso” qual’è la serie D, non abbia insegnato nulla a questa o queste persone.
biglietti-codaLo scorso anno è stato bellissimo non solo per la cavalcata trionfale dei crociati, ma anche e forse soprattutto per il modo con cui si è andati allo stadio, non tanto per noi Ultras, ma per il normale tifoso, che si è ritrovato catapultato in un mondo che nulla aveva a vedere in quello in cui aveva vissuto negli ultimi 25 anni. Nel giro di poche settimane però abbiamo fatto un brusco ritorno al passato, pare infatti che lo stato di libertà del tifoso, sia svanito come un sogno al suono della sveglia al mattino. Siam passati dai normalissimi e tanto cari biglietti a strappo, tassativamente non nominali, dove a venderli c’impieghi circa 1 secondo il tempo di dare e soldi e l’eventuale resto, venduti rigorosamente dal CCPC che non ci sembri abbia lucrato su quei tagliandi, anzi abbia speso il proprio tempo libero per la comunità, questo per ricordare il motivo per cui la distribuzione dei biglietti nelle serie superiori del calcio è stata di fatto tolta alle società e date in mano ad agenzie che applicano un sovrapprezzo. Quindi per combattere la violenza abbiamo inserito Listicket, Ticketone ecc, nonché i programmatori dei computer per il programma, i fornitori di stampanti a cui si vanno ad aggiungere altri posti di lavoro che vedremo più avanti. Oggi, impegnati in serie C, i problemi sono tanti per prendere un semplice biglietto, ad iniziare dal posto dove andare a farli, una volta in questa ricevitoria, l’altra in quell’altro bar, un’altra volta ancora allo stadio ecc, senza considerare il tempo che ci vuole (sempre circa 5 minuti a biglietto), logico che se davanti ti trovi una decina persone si perde quasi un ora, con il commerciante di turno che magari deve fare i caffè tra un biglietto e l’altro o vendere le sigarette e/o gratta e vinci. Inoltre come non dimenticare la vendita libera il giorno della partita lo scorso anno, cosa del tutto vietata al giorno d’oggi e se un tifoso si presenta davanti ai cancelli del settore ospiti, bisogna sperare di trovare il funzionario “intelligente” dall’altra parte, il quale logicamente fa apparire un piacere personale quella che dovrebbe essere una normalità, ossia l’accesso allo stadio di un normalissimo tifoso senza daspo e con tessera del tifoso in tasca. Già la fidelity card, la tanto amata tesserina, che poi tessera non è mica poi tanto visto che siamo alla quarta trasferta e settima partita ufficiale ed in tasca ci ritroviamo nientepopodimenoche…. un foglio A4, pagato 6€ (sinceramente non abbiamo capito a chi vadano questi soldi e non ci dicano che è il costo coda-biglietteriedella tessera), tutto questo dopo aver fatto code, essere stati schedati da ragazzini pagati, i quali usano a loro volta computer, con stampanti, fotocamere ecc, cestinando di fatto i macchinari che servivano per la tessera di due anni fa; inoltre dobbiamo ancora capire perchè stiamo entrando allo stadio con un foglio A4. Non immaginiamo il giro burocratico che ci sia dietro, chi debba stampare le tessere, il Cern e altre banche dati… tutti posti di lavoro creati per fermare sempre violenza negli stadi. Peccato che l’unica cosa che fermano è la passione della gente, se infatti lo scorso anno in esodi come quelli di Brescello, ti si spostano le compagnie al completo, compresi chi allo stadio non ci è mai venuto o chi viene pochissimo ad esempio, tutta gente che viene risucchiata dall’entusiasmo del resto della compagnia o degli amici, cosa che non è successa ad esempio in occasione della trasferta di Modena, dove solo chi ha la tessera può venire e deve andare personalmente a fare il biglietto e qui signori miei, questa fascia di tifosi “quelli occasionali” per voler dar loro un etichetta, viene persa. La gente lo scorso anno se ne andava in villeggiatura in paesi ospitanti, le compagnie a mangiare fuori, si vedeva un modo sano di vivere il calcio, sicuramente il segnare il territorio da parte del movimento Ultras contribuisce a perdere lo spirito di festa che si respirava lo scorso anno, non siamo inglesi, non proveniamo dalla cultura rugbistica e tra i valori che ci hanno tramandato i nostri il “segnare la zona” è fondamentale per il nostro essere ma è anche vero che qui a Parma di famiglie aggredite non se ne vedono da molto molto tempo, se proprio dobbiamo fare autocritica su certi comportamenti, sono altre le cose da dibattere al nostro interno. Ma tornando a martedì sera, ci domandiamo a cosa siano servite le strade chiuse nelle zone limitrofe dello stadio? Nella tanto lodata terra d’albione tutti gli stadi sono in centro ma non ci risulta ci siano blocchi del genere, forse ci sarà solo molto meno traffico, logicamente i vigili impegnati in ciò non sono gratis. Logicamente il tutto fatto in un giorno lavorativo non ha portato a nessun problema, senza code e caos prima dei blocchi e nessuno tra gli automobilisti non tifosi ha stramaledetto il fatto che ci fosse la partita, praticamente cornuti e mazziati, ci prendiamo ragioni grame per incompetenza altrui… mah!!! Parcheggiato quindi a due chilometri dallo stadio, dopo mezz’ora a piedi il nostro tifoso medio si trova davanti delle bellissime gabbie alte 2,5/3 metri circa, circondate da centinaia di persone incazzate quando mancano pochissimi minuti all’inizio della gara; non sono le barriere dell’Oktagon ma gli utilissimi prefiltraggi, dove ti controllano che tu abbia il biglietto; ancora stentiamo a capire a cosa servono, vuoi dire che si può entrare anche gratis se non ci fossero i prefiltraggi? Ah dimenticavano le barriere, chi le monta ecc, non sono gratis, qualcuno le ha pagate. Sconfitti anche i prefiltraggi il nostro eroe si affida a varcare il tornello, (venduti a peso d’oro in tutti gli stadi di A/B/C), dove deve infilare il codice a barre situato nel foglio A4, quindi dopo aver spiegazzato il foglio in tutti in versi riesce ad inserirlo e per magia qualcosa si illumina, ma è una X rossa, a questo punto la maschera, dopo aver preso il foglio stropicciato in mano, aver visto che il malcapitato è effettivamente il proprietario del titolo d’ingresso lo fa entrare. Ci domandiamo se non fosse stato più semplice avere come lo scorso anno il pezzo di carta da strappare. Inoltre per concludere la crociata contro la violenza negli stati dobbiamo aggiungere altri divieti di vario tipo come l’impossibilità di parcheggiare nei dintorni, la vendita di alcoolici, le bandiere, i tamburi, megafoni ecc Noi non vogliamo insinuare che questi sono i principali motivi per cui la gente che abbiamo guadagnato lo scorso anno probabilmente se ne starà a casa, ma non possiamo ignorare il fatto che una buona percentuale pian piano smetterà di venire per tutte queste cause. A quel punto quando ci sarà da analizzare i vari dati del calo delle presenze negli stadi, (studi di settore fatti da agenzie amiche pagate profumatamente) e cercherete di trovare l’ennesima soluzione fantascientifica, magari contattate un qualche tifoso, così giusto per farvi dare due dritte per risparmiare un qualche soldo e farvi fare una buona e sana autocritica. Ah dimenticavamo, i tifosi “avversari” erano poche decine e gli Ultras Veneziani non c’erano perchè privi non hanno sottoscritto la tessera, forse in Borgo della Posta nessuno li aveva avvisati”.