BOTTE E RISPOSTE – LA QUERELLE CORRADO-COMUNE SULLA DISPONIBILITA’ DEL TARDINI

Le parole di Giovanni Corrado in conferenza stampa (che analizzeremo, anche se la lunghissima durata della stessa richiede un bel po’ di tempo, e speriamo entro stanotte di poter fare un quadro preciso) hanno scatenato una serie di repliche e controrepliche che si stanno susseguendo da questo pomeriggio. Facciamo dunque un po’ di ordine riportando tutte le dichiarazioni dei protagonisti.

GIOVANNI CORRADO: “MARANI MI HA DETTO CHE NON CI AVREBBERO DATO LA DISPONIBILITA’ DEL TARDINI” – A raccontare di aver ricevuto un rifiuto da parte del Comune circa la disponibilità dell’utilizzo dello Stadio è lo stesso Giovanni Corrado in conferenza (come si può vedere nel primo dei dieci video che abbiamo pubblicato a questo link): “Nella giornata di ieri ho avuto un incontro con l’Assessore Marani, che è venuto a casa mia. Ci siamo incontrati, avremmo dovuto iniziare a parlare dell’affiliazione, e di quella che era la richiesta per lo stadio, e per discutere dei costi. Per comunicare l’affiliazione c’è la necessità di comunicare qual è lo stadio che ospiterà la squadra. Io ero al telefono con una persona molto cara, l’Assessore ha atteso che io terminassi, poi conferenza-corradoci siamo seduti a parlare, io ho aperto la mail che mi aveva inviato, e lui mi ha detto che si sentiva molto in difficoltà, e che non voleva che aprissi il computer perchè mi avrebbe fatto semplicemente perdere tempo. La sera prima avevamo avuto una lunga telefonata, mentre io ero con Lucarelli che era al centro del nostro progetto, e l’Assessore mi ha detto che in quella telefonata avevo usato toni molto duri ma che gli avevano permesso di aprire gli occhi su certe situazioni. Allora ha fatto una telefonata a tutti i membri del consiglio comunale, ad alcuni organi di stampa, e da tutti ha ricevuto quello che era un veto a dare la disponibilità dello Stadio Tardini al sottoscritto. Mi ha detto che sarebbe andato contro un muro a 300 km/h, quindi preferiva dirmelo prima perchè si sentiva più onesto. Io per 30 secondi sono rimasto senza parole, ma poi ho detto che è la Figc che assegna il titolo sportivo. E lui mi ha fermato e mi ha detto che è vero, ma che avevano già preparato una lettera per la Figc, e che alla Figc avrebbero comunicato che lo Stadio sarebbe stato reso disponibile solo per “Parma 1913″, e che non sarebbe stata data a noi la disponibilità di giocare al Tardini. Ieri sera ero molto incazzato per questo, ma per questa persona ho stima, perchè ha detto una cosa molto difficile da dire, ovvero che non aveva la possibilità di darci lo Stadio, nonostante forse ritenesse che il nostro fosse un progetto serio. Evidentemente ciò non è possibile, e lui ha avuto il coraggio di dirmelo, ambasciator non porta pena”. È Giuseppe Corrado a dare il titolo ai giornalisti: “Non ci ritiriamo, bensì siamo costretti a ritirarci, che è diverso. Come possiamo dire ai tifosi che la loro squadra non giocherebbe al Tardini?”

LA RISPOSTA DI BOSI “FALSITA’, NESSUN VETO. LA LETTERA DI RACCOMANDAZIONE SAREBBE STATA PER L’ALTRA CORDATA”: A rispondere, pochi minuti dopo il termine della conferenza, è Marco Bosi, capogruppo M5S, attraverso il proprio profilo Facebook. Ecco le sue parole: “Dispiace leggere falsità di questo genere. Corrado dichiara che i capigruppo hanno imposto un veto all’utilizzo dello stadio alla sua cordata. Niente di più falso. Il Sig. Corrado dovrebbe sapere che il sottoscritto essendo – come altri consiglieri – tifoso da sempre di questa squadra (a differenza di altri), ha chiesto all’Assessore che il Comune facesse il possibile perché la serie D venisse affidata ad un progetto replica-bosisolido. Ci è stato riferito in maniera molto trasparente che altre persone stanno lavorando CONCRETAMENTE sulla serie D da mesi, senza mai fare proclami o interviste che illudessero la piazza. Ci è stato detto che la sua cordata si era fatta avanti per la D qualche giorno fa, ma che in quanto a lavoro prodotto era molto molto indietro rispetto all’altra cordata. Nessuno capigruppo ha MAI detto che lo stadio doveva essere inibito all’altra cordata e se non dovesse smentire quanto detto sarò costretto a tutelarmi presso le sedi opportune. Ieri l’assessore Marani, invitato da Corrado a vedersi, ha avuto l’accortezza di spiegare che la lettera di raccomandazione che va spedita alla figc sarebbe stata per l’altra cordata. Un gesto di riguardo che Corrado ha pensato bene di trasformare in un veto. Da tifoso dico che è davvero triste vedere questo livore da chi, appena 2 giorni fa, dichiarava si metteva a disposizione ma non aveva problemi a fare passi indietro. Da tifoso dico anche che avrei voluto vedere una cordata unica con tutte le forze unite, ma che lo stesso Corrado, sempre 2 giorni fa, ha dichiarato che nell’altra cordata erano già in troppi e quindi non era disposto ad entrare. Io invece sono contento che in tanti siano disposti a contribuire, sono contento soprattutto che per farlo non vogliano in cambio a tutti i costi un ruolo da protagonista. Perché tifare il Parma significa questo, significa amare, significa voler il suo bene prima di tutto, significa andare allo stadio a sostenerlo, che sia nella poltrona d’onore del Presidente o che sia nei gradoni della curva sotto la pioggia. Io ci sarò”.

LA CONTROREPLICA DI CORRADO: “SE È UN EQUIVOCO SIAMO LIETI DI ESSERE SMENTITI ATTRAVERSO UNA LETTERA UFFICIALE PER L’ASSEGNAZIONE DELLO STADIO CHE CI PERMETTA L’AFFILIAZIONE” – A stretto giro di posta c’è stata anche la controreplica di Giovanni Corrado, veicolata sempre attraverso Facebook. ” Desidero precisare che, come dichiarato in conferenza, l’Assessore Marani, che ho ringraziato per l’onestà, mi ha comunicato nel nostro incontro ieri a casa mia che lo Stadio Tardini sarebbe stato assegnato a Parma 1913, in replica-corradoquanto, dopo un sondaggio telefonico con i consiglieri comunali e media, aveva ricevuto veti riguardo una nostra possibile candidatura. L’Assessore per correttezza mi ha evitato anche di aprire il computer per presentare il progetto. Spetta alla FIGC decidere a chi dare il titolo sportivo per Parma. La mancata concessione del campo impedisce alla nostra società di partecipare alla gara per l’aggiudicazione del titolo sportivo. Il Sig.Bosi ha puntualmente confermato come la lettera alla Federazione sia stata preparata e ci fosse stato comunicato puntualmente. Ha solo dimenticato di precisare come il Comune abbia effettuato una scelta senza prima vagliare il nostro progetto. Nel caso tutto ciò fosse un’equivoco, come molte cose in questo ultimo periodo, saremmo lieti di essere smentiti attraverso una lettera ufficiale del Comune per l’assegnazione dello Stadio che ci permetta di procedere all’affiliazione della Società”.

MARANI RISPONDE ALLE ACCUSE: “NON HO RICEVUTO PRESSIONI, PARMA 1913 HA IL NOSTRO ORIENTAMENTO PERCHÈ PIU’ TUTELANTE” – Poi nel pomeriggio è arrivata anche la reazione di Giovanni Marani: “Sono stato citato dal signor Giovanni Corrado durante la conferenza stampa di oggi. Da parte dei capigruppo del consiglio comunale che si sono pronunciati sulla vicenda non è stato espresso nessun veto in merito alla concessione dello Stadio Tardini. La posizione è di orientamento favorevole verso il gruppo Parma Calcio 1913, poiché da più tempo prepara il progetto per la serie D, propone un modello diverso, per certi versi nuovo, più tutelante in prospettiva rispetto al “presidentissimo”, in sostanza migliore sul piano sportivo, societario e sociale. Non ho ricevuto pressioni né dal mondo politico, né dai Parma clubs, né dai soggetti interessati a tutti i livelli. Ho invece ricevuto, su mia richiesta, pareri e consigli. La maggior parte allineati su un unico maranisoggetto. Nel video riportato su alcuni quotidiani on line il primo passaggio non è chiaro, quindi lo puntualizzo. Sono stato invitato a casa del signor Giovanni Corrado, alle 16, ed era da solo. Dopo aver fatto 45 minuti di anticamera nell’attesa terminasse una telefonata (il Capitano Lucarelli, non era né presente né dall’altra parte della cornetta, come si va sostenendo), abbiamo parlato a lungo e la frase riportata, non ho nessun problema ad ammetterlo, è parzialmente corretta: fa riferimento ad un passaggio della conversazione in cui, parlando a titolo personale, in un contesto del tutto informale, ho sostenuto che oggettivamente andare contro l’orientamento dei Capigruppo del Consiglio Comunale (compreso quindi il mio capogruppo di riferimento), sarebbe stato come sbattere contro un muro ai 300 all’ora. Ho effettivamente detto che essermi confrontato con lui il giorno prima mi ha spinto a richiedere un parere ricognitivo che probabilmente prima non avrei richiesto. Il passaggio successivo è parziale, infatti alla precisa richiesta di sostenere con due lettere entrambi i progetti, ho risposto che sarebbe stato assolutamente poco serio e istituzionalmente deprecabile. Non gli è stato negato il Tardini, che può essere concesso a chi ne fa richiesta, semplicemente non scriveremo due lettere di sostegno. Sono andato a casa del signor Corrado nel rispetto del suo impegno e della sua famiglia, con l’intento di riportargli a voce una decisione che sarebbe stato inelegante e inopportuno apprendesse a mezzo stampa o, peggio, per vie traverse. Il fatto che solo alla data del 26 giugno abbia avuto l’attenzione di voler presentare all’amministrazione un progetto e la modalità con cui viene riportato e messo in piazza un colloquio privato, mi conforta nell’aver fatto la cosa giusta per il futuro Parma e per la città. Ai tifosi che lo sostengono auguro di ricevere trattamento migliore”.

LA CONTRORISPOSTA DI GIOVANNI CORRADO: “MARANI SPIEGHI SU QUALE BASI HA SCELTO IL PROGETTO DA PRESENTARE” – Sempre attraverso Facebook è arrivata la contro-contro-replica di Giovanni Corrado a quanto dichiarato da Giovanni Marani: “Chiedo all’ Assessore Marani, in risposta alla sua dichiarazione, di testimoniare su quale base ha scelto il progetto da presentare. Ha la nostra contro-contro-replica-corradoautorizzazione a pubblicare ai tifosi e alla città il nostro progetto, se ne è davvero in possesso. Ha definito innovativo il progetto presentatogli da Parma 1913. Desidererei una definizione del nostro, che ha rinunciato a farci presentare. Altrimenti sarebbe la dimostrazione di una scelta arbitraria e senza un reale e giusto confronto. Inoltre, avendo affermato che non ci ha mai negato l’utilizzazione dello Stadio Tardini, richiediamo ufficialmente la disponibilità dello Stadio Tardini in modo da poter presentare la domanda di affiliazione alla FIGC. Le lettere di sostegno, di cui parla, non sono previste dall’attuale normativa federale e l’iniziativa dell’Assessore Marani appare incomprensibile Magico Parma non si ferma“.

BOSI CONTROREPLICA A CORRADO “NON HO MOTIVO DI IMPEDIRE AD UNA DELLE CORDATE DI PRESENTARE DOMANDA ALLA FIGC. CHE SENSO HA DIVIDERSI?” : Torna a parlare anche Marco Bosi, capogruppo del M5S, che su Facebook condivide l’ultimo messaggio di Corrado (quello con cui risponde a Marani), e replica così: “Queste le parole di Corrado. Si evince che un rifiuto alla disponibilità dello stadio non vi è stato, in quanto non vi è stata domanda, a dimostrazione di nessun veto. Come ho scritto nel mio post di qualche ora fa, non ho motivo ne interesse a impedire ad una delle cordate a presentare domanda alla FIGC negando un eventuale utilizzo dello stadio. Ciò che mi interessa è che questa si chiuda nel modo migliore per il Parma e i suoi tifosi. Ma una riflessione è doverosa. Che senso ha questa divisione di cordate? Che senso ha questa divisione tra tifosi? Non siamo forse tutti parte di una stessa famiglia? Non siamo tutti dalla parte del Parma? E allora mi rammarica vedere che 2 realtà che sostengono di voler fare qualcosa per il Parma non riescano a sommare le forze ma solo a dividerle. Nel mio post precedente ho visto commenti feroci di chi sosteneva Corrado e complimenti di chi invece non lo sosteneva. Da tifosi del Parma siamo diventati tifosi di una cordata. Il Parma merita altro e chiunque riceverà il titolo sportivo avrà il mio supporto di tifoso. Una canzone dei Boys recita “Passeranno i giocatori, passerà l’allenatore. Ma i crociati, ma i crociati, saran sempre nel mio cuor”. Aggiungo che passano anche i Presidenti, ma ciò che deve restare è l’amore per la maglia. Forza Parma!”

CATTABIANI (CIVILTA’ PARMIGIANA): “CHIEDEREMO CHIARIMENTI ALLA GIUNTA COMUNALE” – A margine di tutta questa querelle è intervenuto anche Franco Cattabiani, consigliere comunale di Civiltà Parmigiana, intervenuto “a seguito della conferenza stampa di Magico Parma Football Club nella quale è emerso che l’assessore Marani avrebbe negato la possibilità di concedere il Tardini a tale cordata, avendolo già concesso ad altra cordata interessata alla formazione di una nuova società calcistica della Città. Il consigliere Cattabiani ritiene che l’Amministrazione Comunale deve prodigarsi al massimo affinchè nella prossima stagione Parma abbia una società di calcio in un campionato nazionale e, per questo motivo, deve valutare in modo indipendente, coerente, tutte le proposte degli interessati, in base alle garanzie offerte e ai progetti presentati. Sul punto si rammenta che in più città l’impianto comunale viene utilizzato alternativamente da diverse compagini sportive. Nel prossimo consiglio Comunale verrà, pertanto, effettuata una comunicazione urgente alla Giunta per chiedere chiarimenti su quanto dichiarato della cordata Magico Parma e qualora emergesse che l’assessore non abbia dato pari accesso a tutte le cordate ovvero non abbia utilizzato la dovuta indipendenza verso i diversi pretendenti, provvederà immediatamente a presentare una mozione di sfiducia dell’Assessore Marani. Purtroppo bisogna prendere atto che in un momento delicato per lo sport locale il Sindaco è assente per un viaggio studio negli States e chi si dovrebbe adoperare per sostituirlo è inadeguato al ruolo ricoperto, in poche parole siamo sempre alle solite

DALL’OLIO: “LE DICHIARAZIONI DEI DUE CORRADO SU PRESUNTI VETI SONO SEMPLICEMENTE FALSE” – Ha parlato anche Dall’Olio, capogruppo del Pd, e lo ha fatto attraverso una nota: “Fino all’ultimo nella vicenda del Parma Calcio si devono ascoltare affermazioni non veritiere tese solo a confondere tifosi e cittadini e a gettare discredito. Le dichiarazioni in conferenza stampa del duo Corrado  su presunti veti dei gruppi consiliari alla loro cordata sono semplicemente false. Non vi è stato alcun veto, anche perché è difficile dare un veto a qualcosa che non c’è.  L’assessore Marani, con estrema correttezza, ha sentito i gruppi consiliari prima di formalizzare al presidente della FIGC Tavecchio l’orientamento del Comune di Parma in merito all’assegnazione del titolo sportivo e dello stadio Tardini. Come gruppo PD abbiamo espresso il nostro convinto sostegno all’unico progetto concreto che c’è sul tavolo in grado di rispettare gli strettissimi termini per l’iscrizione al campionato di serie D: il progetto Parma Calcio 1913, presentato da una cordata di imprenditori parmigiani. I meriti di questo progetto vanno al di là della sua parmigianità o dall’essere l’unico praticabile. Le ragioni del nostro convinto sostegno risiedono nell’idea societaria e sportiva che sta alla base del progetto. Parma Calcio 1913 propone un modello di proprietà e di gestione innovativo nel panorama calcistico italiano che si pone in alternativa a quello oggi prevalente di un unico padrone, o presunto tale, privo di radicamento con la storia e la comunità locale. La società che si va costruendo in queste ore prevede un nucleo di azionisti di riferimento e un azionariato diffuso aperto a tutti i soggetti locali interessati a rilanciare il calcio e lo sport in questa città, recuperandone il valore etico e sociale. Questi azionisti avranno i loro rappresentanti nel consiglio di amministrazione e vi sarà pure un rappresentante del tifo organizzato. Sarà così garantita la piena compartecipazione alla gestione e il coinvolgimento diretto dei tifosi. E’ un modello trasparente che chiama in causa l’intera comunità e che, oltre a gettare le basi per la rinascita a Parma dello sport ad alto livello, può diventare un riferimento sul piano nazionale per riformare un sistema calcistico sempre più corrotto e malato.   Un modello che i due Corrado, come dimostrano le loro ultime scomposte dichiarazioni, non erano certo in grado di interpretare”.

GHIRETTI: “SPIACE CHE IL PROGETTO DI MAGICO PARMA NON SI SIA MAI VISTO. VICENDA GESTITA MALE DA MARANI”: Anche Roberto Ghiretti, consigliere di “Parma Unita”, ha detto la sua: “Spiace molto che la gestione di una cosa positiva come la scelta del progetto che avrà il compito di rilanciare il Parma abbia generato roventi polemiche proprio in un momento in cui la città e la sua tifoseria dovrebbero solo pensare al fatto che la squadra può ripartire lasciandosi alle spalle la gestione precedente e la pletora di personaggi impresentabili che si sono avvicendati in questi mesi. Per quanto mi riguarda  il solo progetto che mi è stato presentato è quello di Parma 2013. Un progetto ben fatto, che guarda lontano e che aspira a mettere in campo tutte le strategie che fanno parte di quel calcio nuovo e moderno che da tempo auspico. Ci sono imprenditori seri, capitali, idee innovative e la volontà di stringere un rapporto stretto con la città attraverso quell’azionariato popolare che non a caso oggi alcune società in Europa stanno sperimentando con successo, anche ai massimi livelli. In poche parole questo è un progetto credibile con il quale ripartire a testa alta e che non merita di essere macchiato da ragionamenti sui poteri forti che davvero in questo caso lasciano il tempo che trovano. Di fronte ad una telefonata del presidente del Consiglio Comunale Marco Vagnozzi non ho potuto che confermare questa valutazione, pur esprimendo il rammarico per l’impossibilità di approfondire meglio la questione magari in una riunione dei capigruppo. Spiace ovviamente che il progetto di Magico Parma di fatto non si sia mai visto. Sicuramente una gestione più oculata e condivisa avrebbe evitato le polemiche di queste ore ed è per questo che ritengo opportuno che martedì prossimo il Consiglio si pronunci compatto. Di fatto quanto emerso dimostra quanto la vicenda sia stata gestita male dall’assessore Marani e a nulla è valso il mio richiamo affinché il Sindaco tornasse prontamente dagli Stati Uniti per prendere in mano la situazione. L’obiettivo, ora che abbiamo referenti autorevoli con i quali dialogare, era quello di arrivare ad una decisione il più possibile condivisa e presa nel solo ed esclusivo interesse della città. Speriamo che da adesso in avanti si possa procedere con la necessaria serenità affinché il Parma possa diventare presto un esempio virtuoso di un modo nuovo di intendere e gestire questo sport”.

COSA DICE IL REGOLAMENTO PER L’AFFILIAZIONE? – Per completezza, siamo andati a ripescare dal nostro articolo di approfondimento su ciò che è necessario per iscriversi in Serie D la parte relativa alla documentazione, compresa la comunicazione dello Stadio nel quale vanno disputate le gare casalinghe. È il punto 10 del comunicato n°166 della Lega Nazionale Dilettanti, relativo alle norme d’iscrizione per le società non aventi diritto, come il Parma, che quindi si iscriverebbe in soprannumero (come abbiamo spiegato nel nostro approfondimento). Per iscriversi, tra le altre cose, serve anche la “dichiarazione di disponibilità del campo di gioco, secondo il modello predisposto dal Dipartimento seriedmedesimo, rilasciata dall’Ente proprietario, secondo quanto previsto dall’art. 31 del Regolamento della LND per la disputa di tutte le gare del Campionato Nazionale di Serie D e di altre manifestazioni ufficiali; ovvero per le Società che hanno stipulato convenzione con gli Enti proprietari dell’impianto per la gestione dello stesso, dichiarazione di disponibilità del campo di gioco sottoscritta dalla stessa, unitamente a copia della convenzione con scadenza non inferiore al 30 giugno 2016″. Nel punto in questione si legge anche chele Società devono svolgere la loro attività sportiva nell’impianto sportivo dichiarato disponibile all’atto dell’affiliazione. L’impianto sportivo di cui al precedente comma 1) art. 19 delle N.O.I.F deve insistere sul territorio del Comune ove le Società hanno la propria sede sociale. Su richiesta della Società, le Leghe, i Comitati e le Divisioni, in via eccezionale e per fondati motivi, possono autorizzare, secondo la rispettiva competenza, le medesime Società a svolgere le loro attività in impianti diversi”. Avere la disponibilità dell’ente proprietario (ovvero il Comune) è dunque fondamentale per l’iscrizione alla Serie D, e quindi per la richiesta di affiliazione. Il Comune ha però fatto una scelta diversa, come spiegato anche da Bosi e Marani nelle loro repliche. Poi è ovviamente la Figc ad avere l’ultima parola, come da regolamento.