Al di là di Banti, non si regalano 45′ alla capolista…

Abbiamo registrato gli errori, o meglio, gli “orrori” di Banti. Abbiamo mandato giù la rabbia per una serie di decisioni che hanno influenzato non poco la gara. Abbiamo cercato di metabolizzare quella solita sudditanza psicologica che ha tolto al Parma la possibilità di pareggiare contro i primi della classe e portare così a 18 la sua striscia senza sconfitte. Ora però è il momento di analizzare la gara dei crociati, perchè non va dimenticato un errore di fondo che il Parma ha commesso, riconosciuto anche da Felipe al termine della gara: i crociati, per tutto il primo tempo, “non hanno giocato”, salvo poi svegliarsi nel secondo tempo.

formazionijuveparmaDONADONI, PERCHE’ IL 3-5-2? – Alla lettura delle formazioni siamo rimasti tutti un po’ sorpresi. L’undici scelto da Donadoni, infatti, presentava alcune contraddizioni. La premessa è comunque doverosa: non possiamo sapere ciò che accade durante gli allenamenti, e quindi non possiamo avere il polso della condizione dei crociati durante la settimana. La scelta di schierare Obi e Felipe, all’inizio, poteva far pensare ad un riposo preventivo per Parolo e Lucarelli, diffidati. Invece sono stati Cassani ed Acquah a sedersi in panchina, con un ritorno a quel 3-5-2 che il Parma ha utilizzato per tutto l’inizio della stagione. Le decisioni legate all’undici scelto dal tecnico, quindi, erano di natura tattica: se si fosse optato per un turnover in vista della gara con la Lazio, avrebbero riposato i diffidati (Lucarelli e Parolo), oltre a Cassano. Il primo tempo del Parma, però, ha evidenziato uno spaesamento generale, che ha portato una difesa finora quasi perfetta a compiere delle ingenuità palesi su entrambi i gol bianconeri. La sensazione è che i crociati siano stati poco aiutati anche da una scelta tattica che ha visto il Parma discostarsi dai meccanismi delle ultime uscite, e che ha intaccato alcune sicurezze legate a dei movimenti ormai ben rodati. C’è da dire che l’atteggiamento dei crociati, anche nel primo tempo, è stato comunque positivo: con il pallone tra i piedi il Parma non ha comunque rinunciato a tenere il pallino del gioco, salendo con tutta la squadra (Lucarelli in più di un’occasione si è spinto in fascia quasi come se fosse un terzino…), ma la domanda, ieri sera, se la sono posta in molti: perchè quel 3-5-2?

NuovaimmaginecontestCAMBIO DI MENTALITA’ – E’ un discorso di mentalità. Il Parma, a mio modo di vedere, sarebbe dovuto scendere in campo senza paura fin dall’inizio, con quel 4-3-3 che finora ha garantito equilibri difensivi e pericolosità offensiva, soprattutto con squadre che non si chiudono e non rinunciano a giocare. Che il gol di Molinaro sia arrivato qualche secondo dopo l’ingresso di Cassani e il conseguente ritorno alla difesa a 4 è un caso, qualsiasi cosa dicano i fan di Eupalla. Però è innegabile che quel cambio di modulo abbia portato i crociati ad un cambio netto di mentalità. Il Parma ha messo paura alla Juventus anche in dieci uomini, segnale inequivocabile che dal punto di vista fisico la squadra sta bene (anche se va considerato che la Juventus era alla quarta partita in 9 giorni). Con i se e con i ma, lo sappiamo, non ha senso ragionare; ci sarebbe però piaciuto vedere un Parma meno abbottonato, più spavaldo nel tentativo di beffare i primi della classe. I crociati invece hanno regalato alla Juventus un tempo e due gol, ed è da questo errore che il Parma dovrà ripartire per far sì che ciò non si ripeta. Non va colpevolizzata una squadra che per 17 turni non ha mai perso una gara, ci mancherebbe, però quello di ieri è uno sbaglio che non bisognerà più commettere, iniziando dalla sfida di domenica contro la Lazio.

abantijuveevidenzI COMPLIMENTI DEI MEDIA – Dal fischio finale di Banti tutti i media nazionali hanno comunque premiato la gara del Parma, che è riuscito anche in dieci a mettere paura alla Juventus fino all’ultimo secondo. Proprio i complimenti ricevuti aumentano il rammarico per una gara che il Parma ha giocato bene, ma solo a metà. Parliamoci chiaro: quella dello Juventus Stadium non è stata nemmeno lontanamente la miglior partita giocata fin qui dei crociati, e questo per certi aspetti dimostra che la Juventus, ieri sera, era in palese difficoltà fisica. La prestazione di Lucarelli e compagni non è stata solo negativa, è giusto precisare anche questo, però il rammarico per quello che “sarebbe potuto essere” aumenta.

felipeASPETTI POSITIVI – Il primo tempo dei crociati ora non va messo da parte, ma va tenuto bene a mente per ricominciare la corsa. Si riparte da qui, da quegli errori ma anche da diversi aspetti positivi. Primo tra tutti la capacità di riconoscere gli sbagli commessi. Mi sono piaciute moltissimo le parole di Felipe, in zona mista al termine della gara: “Il rammarico sta nel fatto che per come è iniziata la partita potevamo fare meglio prima, nel primo tempo. Non abbiamo giocato, poi i due gol che abbiamo preso sono su due palle nostre, gestite male“. Nessuna scusa, zero giustificazioni. Nessun riferimento all’arbitraggio di Banti. E’ questo quello che deve fare il Parma: mettere da parte le polemiche, evidenziare i propri errori e ripartire da quelli. Domenica arriva la Lazio, che ha perso anche contro il Genoa. Lucarelli e Parolo, diffidati, sono riusciti a non finire sul taccuino dell’arbitro, e quindi saranno della partita. Ma soprattutto si è vista la reazione di una squadra che anche in casa della Juventus ha reagito e avrebbe meritato molto di più. Da qui si può e si deve ripartire, perchè l’Europa è un sogno che questo Parma può davvero realizzare. Basta solo crederci e continuare a giocare come i crociati hanno dimostrato di saper fare.

L’Editorialista