AVVIO DISASTROSO – ECCO COSA VA E COSA NO

3 punti, 14 gol subiti, il tutto in 5 partite. Un avvio decisamente negativo quello del Parma in questa stagione. Mancano 33 giornate alla fine del campionato, e quindi non ha alcun senso pensare al peggio. La preoccupazione dei tifosi è però assolutamente giustificata, soprattutto guardando i risultati. Andiamo però ad analizzare la situazione, sottolineando cosa funziona e cosa no.


COSA NON VA

cosa-non-vaFRAGILITA’ DIFENSIVA14 reti subite in 5 partite sono una media assolutamente inspiegabile e soprattutto ingiustificabile. Le assenze pesano, certo, ma non possono essere una scusante per un reparto troppo fragile. La sensazione è che non sia un problema di modulo, perchè nella maggior parte delle reti subite c’è stato l’errore di qualche singolo, sia esso stato di posizione o causato da disattenzione o troppa leggerezza. Anche Mirante sta facendo poco per provare a dare maggiore sicurezza ad un reparto decisamente poco tranquillo già di suo. Sia chiaro, non è lui il colpevole di questa debacle, ma se subisci quasi tre reti a partita e fai fatica a ricordare una grande parata che abbia salvato il risultato allora qualche domanda forse sarebbe il caso di iniziare a porsela. A nessuno piace fasciarsi la testa, per carità, e io sono il primo a non farlo. Serve però maggiore attenzione in tutto il reparto difensivo.

FRAGILITA’ PSICOLOGICA – Le difficoltà sono anche psicologiche. Dopo la gara contro il Cesena è stata richiesta una reazione d’orgoglio, e contro il Milan c’è stata. Non è però possibile vanificare ogni gol segnato con disattenzioni che alla fine costano carissimo. Le difficoltà psicologiche non si vedono in fase offensiva, visto che i crociati ieri sera hanno comunque saputo attaccare con un discreto ordine anche quando ormai la gara era ormai in mani friulane dopo la quarta rete segnata dalla squadra di Stramaccioni, ma balzano all’occhio in quella difensiva. E’ come se ogni rete subita tolga una fetta di serenità ad una squadra in evidente crisi di identità, e questa è una cosa che non deve accadere. Giocatori esperti come Gobbi, Lucarelli e Felipe, per fare tre esempi, non possono perdere la coscienza nei propri mezzi e anzi devono essere d’esempio per i compagni meno esperti.

lucarelli-mixed-udineseMANCANZA DI EQUILIBRIO – Se analizziamo le gare giocate fino ad oggi, ci sono notevoli differenze: contro il Cesena la squadra era completamente “vuota” dal punto di vista delle motivazioni e della determinazione; contro il Milan l’orgoglio c’è stato, ma Mirante ha dovuto raccogliere cinque palloni dal fondo della propria porta; contro il Chievo per 60′ i crociati sono stati irriconoscibili, salvo buttarsi alle spalle il blocco psicologico e vincere una partita che sembrava ormai compromessa; contro la Roma, forte anche del risultato positivo di Verona, il Parma si è difeso con grandissimo ordine mettendo in difficoltà la squadra di Garcia, anche se l’atteggiamento è stato troppo accorto; contro l’Udinese la fase offensiva è stata molto propositiva e a mio modo di vedere positiva, ma si è tornati a subire altre quattro reti. Dire che servirebbe un perfetto mix tra il Parma visto contro la Roma e quello che ha giocato ieri contro l’Udinese è banale, ma è esattamente quello che Donadoni dovrà riuscire a trasmettere ai suoi: la capacità di manovra vista ieri sera è stata buona, e va mantenuta, ma serve quell’attenzione messa in campo contro la Roma, altrimenti (ed ha ragione Lucarelli) “si fa fatica a fare punti“.

IL MISTERO DELLA FASCIA DESTRA – Cassani è stato uno dei migliori terzini dello scorso campionato (forse il migliore tra gli italiani, anche se non secondo Prandelli), e la sua assenza è sicuramente un duro colpo. Su quella fascia destra sta però succedendo qualcosa difficilmente comprensibile, perchè può anche passare la presenza di Mendes che sta provando ad adattarsi e lo sta facendo discretamente (ma serve fare molto, molto di più), ma se poi ti viene a mancare per infortunio ed invece di Ristovski e Rispoli (discutibile il loro valore, forse, ma sono pur sempre giocatori che per tutta la loro breve o lunga carriera hanno giocato in quel ruolo) inserisci Santacroce forse c’è qualcosa che non quadra. Non si capisce se la scelta sia dovuta ad una mancanza di fiducia nelle alternative, oppure a questioni di modulo (un centrale adattato per poter eventualmente passare a tre in difesa), ma resta una decisione strana.

belfodilLE DELUSIONIInutile fare bilanci, essendo solo alla quinta giornata. Nessun bocciato, dunque, ma finora ci sono state molte delusioni. Primo tra tutti Belfodil, che anche ieri non è riuscito assolutamente ad entrare nel vivo del gioco. La sua posizione defilata però non deve valere come unica giustificazione: sappiamo benissimo che l’algerino può tranquillamente saltare l’uomo, cosa che però non ormai non fa più, dimostrando di essere in netta difficoltà psicologica. Anche Palladino (dal quale onestamente non ci si è mai atteso chissà cosa, visto che raramente a Parma ha inciso in maniera continuativa) in questa stagione quando è sceso in campo è stato assolutamente impalpabile. Ghezzal sta dando ragione a tutti coloro che non lo considerano adatto alla Serie A, mentre di Lodi ne abbiamo già parlato nell’ultimo editoriale: la sua è una difficoltà di carattere fisico, visto che nel suo ruolo deve comunque correre molto in fase di copertura. Anche De Ceglie non sta lasciando il segno (gol contro la Roma a parte), e deve fare molto di più per insidiare il posto di Gobbi, che zitto zitto nonostante l’età si è dimostrato finora la migliore alternativa su quella fascia, mentre Felipe soffre delle solite amnesie difensive. Da tutti questi giocatori ci si aspetta molto di più, perchè altrimenti si fa davvero dura.

COSA VA

cosa-vaPOSITIVO IL PIGLIO OFFENSIVO – Abbiamo parlato delle difficoltà difensive, ma nel calderone delle cose che funzionano c’è sicuramente l’attacco, che con 10 reti segnate (una media di due gol a partita) è il secondo della Serie A al pari della Juventus. Il genio di Cassano (del quale parleremo tra poche righe) è sicuramente il motivo principale, ma tutta la squadra in fase offensiva riesce a creare notevoli problemi agli avversari. Anche dal punto della manovra di sicuro ci sono molti aspetti positivi, e la presenza di Mauri aiuta moltissimo in entrambe le fasi. Ieri il Parma ha giocato meglio dell’Udinese per almeno 60 minuti, e anche dopo essere rimasto in dieci uomini ha comunque costruito azioni positive, e questo è un aspetto dal quale ripartire.

CASSANO UOMO SQUADRA – Non solo il primo posto nella classifica dei marcatori della A (al pari di Tevez, Osvaldo e Di Natale), gli assist e le sue invenzioni: FantAntonio si sta dimostrando un vero e proprio uomo squadra. Le sue parole dopo la vittoria di Verona (“voglio puntualizzare la grandissima partita nel momento di difficoltà, di ragazzi che non giocavano da tanto tempo o che magari arrivano dalla serie B. Il complimento va a loro, gente che lotta e si sacrifica”) sono state il primo segnale, ma nella gara di ieri c’è stata la consacrazione del barese come faro di un gruppo che mai come ora ha bisogno di supporto ed aiuto. Mai una polemica dopo un passaggio sbagliato (com’era accaduto contro il Milan quando con Felipe ha dato il la alla rete di De Jong), tanti applausi per le idee dei compagni, al di là dell’esecuzione. La cosa che fa ben sperare è però un’altra, ovvero la corsa: tanto pressing, tanti km macinati per uno come lui che, si sa, ama poco la fase difensiva. Il tutto senza nessuna polemica, ed è una piacevolissima “novità”.

leonardi-mixed-udineseNIENTE ALIBI – Un altro aspetto positivo è legato alle dichiarazioni al termine della gara di ieri. Nessuno ha cercato alibi, e anzi tutti hanno riconosciuto i propri errori e la gravità della situazione. Leonardi ha parlato di “stagione morta e sepolta“, riferendosi allo scorso anno, e ha dichiarato che c’è un solo obbiettivo, quello dei “40 punti“. Lucarelli ha ammesso il proprio errore sul quarto gol avversario (“Dispiace perchè diamo tutto, diamo l’anima ma commettiamo troppi errori, io per primo“) ed ha fotografato bene il momento dei crociati: “siamo qui con quattro pappine sul groppone battendo la testa sul muro per quello che doveva essere e non è stato. Bisogna cambiare registro”. Anche Gobbi ha fatto autocritica: “siamo dove siamo, abbiamo fatto i risultati che abbiamo fatto ed ora non dobbiamo disperarci, bensì avere tanta voglia di lavorare il più possibile per rimettere in piedi il campionato”Insomma, nessun alibi per la squadra, ma è la squadra stessa a non volerseli creare, e questo è sicuramente un punto di forza.

mauriGIOCATORI IN CRESCITAMauri meriterebbe un capitolo a parte. Che fosse pronto per provare a sfondare in Serie A lo diciamo dallo scorso anno (a differenza di Cerri, qualsiasi cosa possa pensare chi ora richiede la sua presenza dopo le reti segnate in Serie B). Jose però sta dimostrando di avere tutta quella personalità che si era intravista negli scampoli di gara giocati fino a qui. Il suo inserimento nell’economia del centrocampo crociato è e sarà sicuramente utilissimo. Anche Jorquera ha dimostrato di essere molto migliorato, soprattutto in fase di manovra: c’è ancora molto da lavorare ma può essere una buona alternativa mentre Lodi raggiunge la condizione ideale. Di Cassano abbiamo già parlato, ma da tenere d’occhio c’è anche Galloppa, che sembra sempre più tranquillo dei propri mezzi e della propria integrità fisica, e dopo tutti gli infortuni che ha dovuto smaltire non è una cosa da poco. Servirà anche il suo apporto per risollevare un Parma che si è reso protagonista di un avvio troppo brutto per essere vero. La classifica, però, è lì a dimostrare che va invertita la rotta, e bisogna farlo il prima possibile. Magari già da domenica contro il Genoa.

L’Editorialista