ASTE E DEBITO SPORTIVO: IL FUTURO DEL PARMA È IN STALLO

Stallo temporaneo. Si può riassumere così la situazione legata al futuro del Parma. Un blocco, quello attuale, legato al fatto che il debito sportivo ha dei contorni ancora non completamente delineati. Mancano infatti ancora le firme di quei giocatori che, come vi abbiamo raccontato nei giorni scorsi, ancora non hanno deciso se accettare o meno la propria rinuncia al 75/80% dei crediti pregressi. Un freno a mano tirato, insomma, che non permette che ci siano le condizioni affinché coloro che hanno avuto accesso alla data room possano decidere se depositare o meno la propria offerta.

Il caso più spinoso è quello di Cassano: una sua rinuncia assottiglierebbe il debito di diversi milioni di euro. Anche Amauri non ha ancora deciso, anche se dal suo amaurilivornoprocuratore, Giampietro Pocetta, arrivano dei timidi segnali di apertura. “Non è la prima volta – ha detto l’agente ai microfoni di Parma Today che Amauri sposta dei soldi, o rinuncia oppure si abbassa le pretese: si può dire che Amauri ha giocato gratis per due anni, quindi… io mi voglio mettere seduto e parlare con i curatori, poi decideremo. Riferirò tutto al calciatore che sarà libero o meno di decidere, di accettare o meno la loro proposta. Il fatto che noi siamo disponibili, però, non vuol dire che accettiamo“. Modesto, Marchionni e Felipe, invece, si starebbero convincendo ad accettare la riduzione, anche se nessuna firma è stata ancora apposta.

Qualcuno, tra i tifosi, si sta chiedendo: perchè è importante attendere le decisioni dei “dissidenti”? La risposta è molto semplice: fino a quando non arriveranno le loro firme, il debito sportivo resterà una cifra indefinita, approssimativa, o comunque più alta dell’obiettivo che i curatori si sono prefissati. I soggetti che hanno manifestato il loro interesse, fino a quando non sapranno con certezza a quanto ammonterà la cifra che dovranno obbligatoriamente saldare per mantenere il Parma in Serie B, data-room-parmaresteranno alla finestra. Per questo motivo questa settimana sarà decisiva: il debito sportivo, in un modo o nell’altro, va definito una volta per tutte. Lo sanno bene i curatori che continuano a lavorare intensamente, continuando comunque ad accompagnare la squadra anche in trasferta (Guiotto ieri era al Franchi al seguito dei crociati). Le difficoltà nate dai casi più complicati, quello di Cassano su tutti, spinge però a pensare che tutto si deciderà all’ultima asta, quella del 28 maggio. Questa settimana servirà per definire gli ultimi dettagli, che verranno (ipotizziamo) poi resi noti attraverso un comunicato o una conferenza stampa.

Ad attendere l’esito di queste trattative non ci sono solo i tifosi ma, come detto in precedenza, anche quei soggetti che hanno manifestato il loro interesse nelle scorse settimane. Una volta definito il debito sportivo allora qualcosa potrebbe muoversi per davvero. L’abbiamo ripetuto più volte: illudersi è sbagliato. A volte però viene quasi sottovalutato un concetto quasi fondamentale: chi eventualmente acquisterà il Parma saldando il debito sportivo, potrà poi insinuarsi nel passivo del fallimento come creditore privilegiato, recuperando così un’alta percentuale della somma spesa. A questo poi va sommato il paracadute destinato alle squadre retrocesse in Serie B (circa 13 milioni), oltre ad eventuali introiti legati alla cessione di alcuni calciatori di valore (Mauri e Mirante su tutti). Insomma, è giusto sottolineare che lo spettro della Serie D è assolutamente reale, ma è altrettanto doveroso puntare i riflettori su una serie di vantaggi che rendono l’acquisto del Parma un affare, soprattutto se pensiamo alle cifre che erano in ballo il 19 marzo quando il Parma era appena fallito e, alla voce “debito sportivo“, c’era quella cifra che ha spaventato tutti, noi compresi, di 74 milioni di euro. Questo però è il passato, ed ora grazie al lavoro e la disponibilità di molti protagonisti il presente è ben diverso. Sperando, ovviamente, che tutto questo serva affinché quella timida luce in fondo al tunnel sia proprio il futuro che tutti ci auguriamo.