APOLLONI: “PARMA, ATTENTO: LA SAMMAURESE VORRA’ ‘ROMPERTI LE SCATOLE’, IL BELLO DEL CALCIO È QUESTO” – VIDEO

Al termine della rifinitura che precede l’ultima sfida di campionato contro la Sammaurese, Gigi Apolloni si è seduto in sala stampa al Centro Sportivo di Collecchio per la consueta conferenza stampa della vigilia, durante la quale ha affrontato molti temi, dando anche un approfondito sguardo complessivo a questa stagione che ha visto il Parma dominare il proprio girone di Serie D.

Ecco le sue parole:

Cosa mi viene da dire guardando questa stagione? Che è stato fatto un gran lavoro, è stato raggiunto l’obbiettivo in anticipo e secondo me abbiamo avuto l’opportunità di vedere giocatori crescere, anche di alto livello, ed è un’ulteriore soddisfazione. Ora abbiamo un ultimo sforzo che è impegnativo, ci tengo a sottolinearlo, perché la Sammaurese sta facendo bene, è una squadra ostica ed ha già battuto AltoVicentino e Forlì. Conoscendo il tecnico e i giocatori hanno voglia di interrompere il nostro cammino, e noi dovremo essere pronti. Le motivazioni le ho già elencate ai ragazzi, vogliamo l’imbattibilità e dopo questo abbiamo altri obbiettivi. Quello più importante è che siamo in discussione, ed ogni allenamento è delta-apolloni-scalaimportante perché mi permette di valutare di poter proseguire o meno in futuro. Siamo in discussione, non è una frase fatta, voglio migliorarmi e che i ragazzi migliorino. Il rapporto saldato nuovamente con il territorio, ed il tempo dedicato ai tifosi, alle feste e agli incontri? Io penso che sia fondamentale, perché far ritrovare il sorriso e la gioia ad una città ferita è importante. Parma ha subito uno schiaffo forte, anche sotto l’aspetto morale. Gente ha creduto in delle persone, che hanno deluso le aspettative. Il nostro dovere era riallacciare i rapporti e far nascere amore ed entusiasmo. È rinato l’amore primordiale, toccato da parte mia negli anni più belli del Parma, quando giocavo anch’io. Sono stati straordinari. Mi piace tornare spesso in Cittadella, è un parco bellissimo, e mi piace pensare a quando passavamo dallo Stadio al Cittadella a piedi, con le signore che innaffiavano le piante che ci sostenevano, magari ci sgridavano anche, ed è un rapporto splendido. Mi piacerebbe tornare lì ad allenarmi, ma ho visto le porte segate e la condizione dei campi ed è difficile. Mi sarebbe piaciuto riportarli lì, vedrò se sarà possibile piantare due pali… Parma è una città che ti dà tanto e ti chiede anche una risposta, ed è doveroso da parte nostra contraccambiare quest’affetto e quest’enorme partecipazione. Nelle trasferte che abbiamo fatto ci sono stati sempre molti tifosi che ci hanno sostenuto. Hanno riassaporato la genuinità del calcio, l’amore che un tifoso ha per il calcio, per la propria squadra. Siamo stati anche abili nelle poche difficoltà che abbiamo avuto ad uscirne, ma sono convinto che con maggiori difficoltà la gente ci avrebbe comunque sostenuto ed aiutato a migliorarci. Se mi sento migliorato? Questa stagione mi ha fatto crescere, non c’era solo la pressione del risultato, della tifoseria o della città, ma c’era anche la mia pressione. Sono legato alla città ed al Parma Calcio, aver raggiunto la Serie A, aver vinto delle coppe ed aver raggiunto degli obbiettivi a livello europeo mi ha fatto legare moltissimo a Parma. La pressione che avevo mi ha responsabilizzato, ma avevo sempre la fiducia di una società dietro che mi ha permesso di lavorare, anche quelli che si sono visti apolloni-forlimeno. Avere a che fare con gente che dà la disponibilità e mette la propria passione può soltanto portarti a fare bene. Il lavoro paga sempre. La crescita più importante è nelle difficoltà, e noi ne abbiamo avute, ma questo ci ha permesso di arrivare ad adesso e dobbiamo concludere bene domani. C’è una partita, la sottolineo perché è importante e non dobbiamo permetterci delle distrazioni. Troveremo una squadra agguerrita che vorrà romperci le scatole, ed il bello del calcio è questo. A me non mi ha mai regalato nulla, me lo sono sempre guadagnato, e noi dobbiamo fare altrettanto. Sarebbe un peccato non dare continuità a quello che abbiamo fatto, e non entrare in campo con la testa giusta. Basta un rilassamento, un centimetro in meno, un tassellino in meno per rovinare tutto. Le difficoltà ci sono quando la squadra non ti segue, ma io ho avuto disponibilità massima. Nelle partitine faccio l’arbitro, a volte non fischio falli eclatanti, ed io ho detto ai miei giocatori che comanda l’arbitro, purtroppo o per fortuna, ed anche le decisioni che magari sembrano scorrette dobbiamo saperle accettare, e non sprecare energie. Può diventare un alibi. Voglio che loro non abbiano questo, la mentalità vincente la acquisisci anche attraverso questo lavoro. In quei casi ormai l’arbitro ha deciso, ma in corso c’è una partita, un avversario e tutto il resto, e non ti devi far condizionare da un’ingiustizia. In passato mi sono anche dato una multa forte perché in alcuni momenti mi sono arrabbiato con l’arbitro. Voglio che loro imparino, e che diventino forti nelle decisioni che gli andranno contro, più forti di tutto. Con i giovani ha aiutato molto il confronto, ho voluto conoscerli, sono riuscito a parlare con tutti ma magari non sempre sono riuscito a gestirlo bene e mi spiace, ma a loro ho sempre cercato di trasmettere la voglia di migliorarsi, senza alibi o giustificazioni. Io ho raggiunto obbiettivi, da calciatore, ma ho avuto compagni molto più forti di me e le loro qualità avrebbero meritato più di me. Se l’ho raggiunto sono stato bravo, non voglio essere un finto umile, ma ho avuto voglia di misurarmi e di migliorarmi. La formazione? Un’idea ce l’ho, ho ancora ventiquattro ore di tempo, una traccia ce l’ho. Devo fare un po’ un’analisi degli allenamenti in settimana. Ho visto delle cose positive, altre che mi lasciano un po’ di dubbi. Le parole di Baraye? Ha valori importanti, è un ragazzo molto sensibile, attento a certe frasi e a certe occhiate. In alcuni momenti mi sono messo dall’altra parte, ho cercato di capire il personaggio ed ha avuto momenti in cui ha fatto lenti-apollonimiglioramenti importanti, in altri si è perso per il suo carattere, i suoi punti di vista chiusi e la cocciutaggine. Io ho cercato di aiutarlo a crescere, e deve continuare a farlo, perché ha le potenzialità. L’aver fatto venti gol in Serie D dev’essere un punto di partenza importante, ha le possibilità per migliorare come calciatore e come uomo. Deve lasciar stare certi preconcetti che alcune volte entrano nella sua testa, perché diventano alibi. Non solo lui, ma tutti devono capire di non focalizzarsi sul loro punto di vista ma anche aprire la mente. Come valuto la regola degli Under in Serie D? Sotto alcuni punti di vista è stata positiva, ha permesso di vedere alcuni giovani e di aver dato la continuità, ma è chiaro che all’interno di alcune partite mi ha costretto a mettere elementi anche diversi. Sottolineo tra tutti Lauria, che si è saputo adattare ad un ruolo non suo con una determinazione encomiabile. Comunque giudico questa regola in modo positivo“.