L’AntiVigilia di Gabrielo, aspettando Parma-Cagliari (Speciale Centenario!)

Aspettando Parma-Cagliari.

1510578_588095991263909_1795397693_nLA PARTITA: Finalmente ci siamo, è arrivato il compleanno del Parma. Le iniziative sono tante e interessanti ma, non nascondiamolo, tutto passa per la partita di domenica pomeriggio. Premessa: un’eventuale sconfitta contro il Cagliari non significherebbe rovinare le celebrazioni (che celebrano tutta la storia del Parma, dolori, sconfitte e delusioni comprese), ma è indubbio che una bella prestazione e una vittoria andrebbero a coronare una tre giorni dedicata ai primi cento anni del Parma. In fondo, poi, il calendario è stato clemente e la sorte ha voluto farci giocare in casa contro una compagine abbordabile e battibile. Ma soprattutto, Centenario del club a parte, non è una partita celebrativa con le vecchie glorie: in palio ci sono tre punti importantissimi e nessun clima festoso deve in alcun modo distogliere lo sguardo dall’obbiettivo primario, vincere. Vincere due volte quindi, per regalare al Parma, alla sua storia, ai tifosi e alla città un bel compleanno e per mettere in cascina altri tre punti fondamenti per il proseguio del campionato. Mancherà Parolo (squalificato, purtroppo), mentre Gargano è in fortissimo dubbio. Donadoni, dunque, posto che non dovrebbe alterare il trio d’attacco, dovrà operare scelte mirate a centrocampo. Marchionni in cabina di regia sembra ormai un punto fermo, mentre i due posti vacanti dovrebbero essere occupati da Acquah e, probabilmente, da Munari. A meno che il tecnico bergamasco non voglia dare fiducia a Valdes in mezzo, spostare Marchionni mezzala e utilizzare Acquah come naturale sostituto di Gargano. Tutto ruota, in sintesi, su quanto Donadoni abbia intenzione di puntare o meno su Munari. Il buon Gianni non gioca in campionato dalla brutta trasferta di Catania (fu sostituito all’intervallo dopo 45′ non proprio esaltanti ma nemmeno da buttare alle ortiche), ma in Coppa Italia, seppur con un avversario molto modesto, ha dimostrato di potersi giocare le sue possibilità. Vedremo.

L’ENNIO: Un appello per tutti: riempiamo l’Ennio. Questa non vuole essere la solita inutile e buonista chiamata alle armi (magari eterodiretta per compiacere chissà chi), con i soliti bla bla su quanto sia importante il tifo allo stadio e quanto il calcio dovrebbe essere uno spettacolo popolare da fruire innanzitutto dal vivo e poi, solo poi, in televisione. No, questo vuole essere un sincero invito a tutti i parmigiani e a tutti i tifosi del Parma che vivono fuori dal Ducato di essere presenti per ribadire un concetto preciso (e scusate la retorica): Parma siamo noi. Domenica è la giornata di chi vuole bene al Parma: chiunque sia affezionato alla maglia con la croce nera e chiunque abbia nel cuore il giallo e il blù sia presente sugli spalti. Domenica scenderemo in campo con una maglia straordinaria: nessun logo, nessuno sponsor, niente di niente. Solo i nostri colori, solo la nostra identità più pura. Non importano i vostri (legittimi e sacrosanti) giudizi sulla presidenza, sul mister, sui giocatori, sul bilancio, sul calciomercato e su tutto il resto. Domenica è il compleanno della maglia più bella del mondo e vi invitiamo ad essere presenti per festeggiare quello perché, in fondo, è un po’ come festeggiare anche la nostra storia di tifosi e sinceri appassionati. Sarebbe davvero imperdonabile non riempire l’Ennio in occasione di un evento così unico.

31sulcampoIL MIO CENTENARIO: Eventi come quello del Centenario, dove si celebra la storia passata è il momento giusto per guardarsi indietro, ricordando cosa abbia voluto dire per ognuno di noi il Parma. Chissà quante migliaia e migliaia di storie si potrebbero raccontare, tra derby, trasferte di coppa, gli anni delle categoria inferiori (ma dagli spalti pieni!) e così via. Io ho un ricordo, una piccolezza in effetti, che vorrei raccontarvi. Era la stagione 1998/1999, era estate e al Parma era appena arrivato Alberto Malesani. Insomma, parliamo del Parma delle tre coppe in 100 giorni. Con alcuni amici avevamo un’usanza intoccabile: ogni tanto, muniti di bicicletta, si andava all’Ennio (che all’epoca era sempre aperto, nessun controllo, e trovavi gruppi di anziani che giocavano a carte sotto la Curva Nord) a fare merenda in tribuna. Capisco che a qualcuno possa suonare strano in un epoca di tessere, controlli, questura online e quant’altro, ma all’epoca funzionava proprio così: bastava varcare i cancelli (aperti, lo ribadisco, non voglio rischiare un daspo retroattivo!), entrare in Curva Nord e trasbordare in tribuna. Estratti dallo zaino quantità abnormi di torta salata (focaccia, per chi non è di Parma) farcita di etti su etti di derivati suini. Tra di noi si stava a fissare il campo, semplicemente a fissare il magico campo del Parma. Un giorno, però, la giornata ebbe una svolta imprevista. Appena usciti dal Tardini con le biciclette, mentre ci immettevamo in strada, un folle spuntò dietro di me con una moto da enduro, mi superò impennando e, per poco, non mi fece cascare a gambe all’aria. La scena clou: inchiodo prontamente, mi preparo ad un clamoroso macheca**ofai ma la moto si ferma a pochi metri da me. Il conducente si volta, mi guarda, mi dice “scusami”, mi fa un sorriso che non dimenticherò mai e riparte sgommando. Era Faustino Asprilla. Inutile dire che passai almeno un mese a raccontare questa stupidaggine ad amici e parenti. 

Buon compleanno Parma, mille di questi 100 anni. A’t voj be’.