ANEDDA (AUSL PARMA): “CI SONO POSSIBILITA’ DI RIVEDERE BIABIANY IN CAMPO. LE ARITMIE OGGI POSSONO ESSERE CURATE”

forzabiabiaLa notizia dell’aritmia cardiaca di Biabiany ha colpito un po’ tutti, dai tifosi agli addetti ai lavori. I compagni di squadra hanno espresso il loro pensiero attraverso il proprio Capitano, Alessandro Lucarelli, che via Twitter ha gridato: “Uniti più che mai lotteremo anche per voi“. Pensiero dedicato anche a Cassani che dovrà operarsi sabato, stando a quanto detto da Donadoni ieri sera alla festa del Parma Club Fidenza. Tra i tifosi invece c’è una domanda ricorrente (“Biabiany potrà tornare a giocare?“), alla quale è difficile dare una risposta senza i risultati degli esami che il francese sta svolgendo. Uno spiraglio però è nato grazie alle parole di Alberto Anedda, cardiologo e direttore dell’Unità Operativa di Medicina dello Sport e dell’Ausl di Parma, che ha parlato del problema di Biabiany alla Gazzetta di Parma.

Ecco le sue parole:

aneddaaritmiagdpIn linea generale posso affermare che sono sempre più frequenti i casi di patologie legate a determinati tipi di cardiopatie da infezione virale o a trasmissione genetica. A differenza di quelle congenite, che si manifestano dalla nascita, le aritmie scaturite da infezioni virali, quali miocarditi ed endocarditi, che sono le più frequenti, o le altre di natura genetica, possono insorgere in età avanzata ed in maniera improvvisa. Quindi, nel caso specifico di uno sportivo, addirittura tra una visita e l’altra. Senza contare che, con la diagnostica attuale, certe forme di cardiopatia rischiano addirittura di passare inosservate. I tempi di recupero di Biabiany? Non mi sbilancio anche perché la situazione del giocatore immagino necessiti di ulteriori approfondimenti diagnostici. Laddove, come nel nostro Paese, esistono dei sistemi di idoneità disciplinati da specifiche norme, in presenza di aritmie cardiache minacciose, l’attività dell’atleta viene immediatamente sospesa. Ma certamente le possibilità di rivedere in campo Biabiany pienamente recuperato, ci sono: oggi infatti le aritmie cardiache possono esser curate, al limite in casi di particolare gravità con l’impianto di un pacemaker o di un defibrillatore automatico