Amauri giura fedeltà: “Spero di chiudere la mia carriera con questa maglia”

Quando le difficoltà erano evidenti, ed il gol non arrivava, Amauri ha preferito restare in silenzio. Ha parlato una sola volta, in diretta telefonica con Bar Sport (TvParma), ma in quei mesi complicati ha deciso di dedicare tutto sè stesso all’allenamento, al lavoro sul campo, convinto che prima o poi la svolta sarebbe arrivata e che i gol, alla fine, sarebbero arrivati. Ed è proprio il campo stesso che, per ora, gli sta dando ragione: 4 gol nelle ultime 4 partite. Giusto per far capire che per un attaccante come lui, in fondo, segnare è come andare in bicicletta: non ci si scorda mai come si fa.

IMG_2809Ecco le sue parole, rilasciate alla Gazzetta dello Sport, con le quali l’attaccante brasiliano analizza la sua stagione, parlando anche del suo futuro:

Il mio inizio di stagione? Ho faticato molto. Anche i cambi di modulo mi hanno penalizzato, ma il tecnico fa delle scelte e le rispetto. Non è nel mio carattere mollare, ho sempre lavorato duro sapendo che prima o poi sarebbe venuta la mia occasione. Col Torino mi sono sbloccato e ora mi sento perfettamente calato nel sistema di Donadoni. La squadra ha fatto bene anche senza di me, adesso sta andando meglio. La serie di 10 risultati utili con le 4 vittorie di fila viene da lontano. Il Parma è una squadra compatta che ha qualità e quantità, non si abbatte se passa in svantaggio. Anzi spesso ribalta il risultato. Siamo consapevoli dei nostri pregi e limiti. Siamo un bel gruppo che sta bene insieme, nessuno ha problemi a fare una corsa in più per coprire un compagno in crisi”.

Io e Cassano? Ho sentito strani discorsi, la verità è che io e Antonio siamo perfettamente compatibili. Io sono un brasiliano con mentalità e passaporto italiano, lui è un italiano coi piedi da brasiliano. C’è una bella intesa, non vedo le difficoltà. L’Europa? A 33 anni mi piacerebbe tornare nelle coppe frequentate con Chievo e Juve. Sognare non fa male, ma dobbiamo tenere i piedi per terra: davanti e dietro tutte corrono. Le voci che mi vogliono vicino al Botafogo? E’ una voce che ho sentito ma non mi interessa. Sono paulista e tifoso del San Paolo, il Botafogo nella mia testa è lontano mille chilometri. Io voglio rimanere a Parma e spero di finire qui la mia carriera. Ho il contratto fino al 2016. Il match contro la Roma? Partita tosta tra due squadre in gran forma. La Roma è fortissima, noi andiamo all’Olimpico con fiducia per allungare la striscia vincente.