Amauri a tutto campo: “Da Parma non mi muovo. Sono sereno, il gol arriverà”

Mentre iniziano a circolare alcune voci di mercato che lo vorrebbero lontano da Parma a gennaio, Amauri è intervenuto a Bar Sport, su Tv Parma, per spegnere le indiscrezioni che lo riguardano. Ha ovviamente parlato anche del gol che non arriva, e delle difficoltà offensive dei crociati.

Ecco le sue parole:

taccoamauriLE DIFFICOLTA’ OFFENSIVE E IL NUOVO SISTEMA DI GIOCO – “Difficoltà dell’attacco del Parma? Quando non ci sono i gol è normale che si discuta, però credo che il Parma abbia un gioco totalmente diverso dall’anno scorso, con i centrocampisti che si inseriscono moltissimo e che quindi segnano parecchio. La differenza è quella, il gioco di quest’anno è diverso. Se io con questo gioco trovo maggiori difficoltà? I numeri dicono questo, perchè dopo 8 presenze non sono ancora riuscito a segnare, se mettiamo da parte il gol in Coppa Italia. Comunque quest’anno le difficoltà ci sono, ma io sono contento, perchè dove sono stato non sono mai stato un giocatore che è stato giudicato solo per i gol, ma anche per le prestazioni e per quello che faccio per la squadra. Io sono tranquillo, a me manca solo il gol. Negli anni passati avevo altri problemi, come ad esempio gli infortuni, ma penso di aver fatto bene in alcune partite, in altre magari ho fatto meno bene, però sono contento di quello che sto facendo. Il gol arriverà ed ovviamente sarà tutto diverso.”

“IL GOL ARRIVERA’, SONO SERENO” – “Il mio colpo di tacco? Vedendo le immagini sembra tutto facile, uno pensa che avrei potuto stopparla, tirare al volo, entrare in scivolata… Ma quello è una frazione di secondo: ho attaccato il primo palo e la palla è venuta forte e tesa, come dev’essere, e quando l’ho trovata lì il colpo di tacco è venuto d’istinto, non ci ho pensato prima. Peccato perchè sicuramente avrebbe cambiato volto alla partita, ma purtroppo è così, si vive di episodi e quella palla non è entrata. Se fosse entrata sarebbe crollato lo stadio? La vita è così… Spero di avere un’altra possibilità e riscattarmi. Quell’attimo poteva cambiare il match, così come nel primo tempo la palla gol di Gobbi. Io parlo poco ma quando lo faccio cerco di farmi capire bene. Stiamo a volte giocando un calcio bello, ma concretizzando poco. Questa mancanza non è colpa di Amauri o di Tizio o di Caio. Il modo in cui giochiamo è diverso rispetto a quello dell’anno scorso. Se gioco spesso spalle alla porta? Io sono un attaccante, e vivo di gol. Allo stesso tempo, però, sono tranquillo perchè ho 33 anni, ho una certa esperienza, e che gli attaccanti vivono anche di questi momenti di digiuno. La cosa che mi da serenità e tranquillità è che quando vado in giro i tifosi mi giudicano non solo per i gol, ma anche per quello che faccio durante la partita, e mi giudicano per quello che ho dato, che do e che darò a questa maglia. Non mi risparmio mai, quindi anche se gioco 60 minuti, 90 o 30, cerco di dare il massimo, di entrare e buttarla dentro. Quando non sono riuscito a fare gol, però, ho sempre dato il massimo e non mi sono mai nascosto. Sono molto sereno, so che il gol arriverà.”

sfighe“PENALIZZATO DAL NUOVO SISTEMA DI GIOCO, MA NON MOLLO” – “L’allenatore sa cosa penso, con lui ho un rapporto molto schietto, reciproco, gli ho detto quello che penso, lui lo sa, e io sono tranquillo. I numeri stanno dicendo che per il modo in cui giochiamo sono più penalizzato, però allo stesso tempo sono contento, perchè ho uno stato di forma che mi permette, anche se non faccio gol, di aprire spazi per i centrocampisti. Poi è ovvio che voglio fare gol, sono qui per questo se no me ne stavo a casa. Riassumendo il discorso è questo. Sono un po’ penalizzato, certo, ma non mollo, non mollo assolutamente, cercherò di mettermi nelle condizioni migliori possibili per affrontare questo tipo di gioco e di fare bene e migliorare. Le poche o tante volte che arriviamo davanti alla porta dobbiamo essere più concreti. Lì posso dire: con la Juve sono arrivato al tiro, e devo fare gol. Amauri però non deve avere solo un’occasione gol a partita. Spero che accada quello che è successo l’anno scorso con il Torino, quando ho avuto 7 palle gol e ho fatto 3 reti. Il gioco non è a favore mio, ma sono davvero contento perchè apro i varchi per i centrocampisti. Come attaccante, però, devo avere minimo 3 palle gol a partita. Io posso anche assumermi la responsabilità per il gol mancato di domenica, mi prendo tutta la responsabilità, perchè quel gol avrebbe cambiato la partita. Quando arriva la palla bisogna buttarla dentro, che sia una o che siano tre. Speriamo ovviamente che siano tre.”

IL MERCATO: “IO NON MI MUOVO” – “Ogni volta che si avvicina il mercato mi buttano sempre da qualche parte. Qui tutti sanno quello che penso della società, della città e dei tifosi. Sono venuto qui nel 2011, poi sono andato via e quando sono tornato ho detto che da qui non mi muovo. L’unica possibilità è che arrivi Leonardi e mi dica che me ne devo andare, ma conoscendo il Direttore non credo che accadrà. Le voci di mercato restano tali, non hanno nessun fondamento.”