AMARCORD: Quando la Nazionale si tingeva di gialloblù…

Ieri è stata una giornata decisamente colorata di azzurro. La Nazionale di Prandelli, ex allenatore crociato, è riuscita a pareggiare contro il Brasile dopo aver subito due gol; De Rossi ed uno splendido gol di Balotelli hanno permesso all’Italia di acciuffare un meritatissimo pareggio che sta addirittura stretto agli azzurri, considerando le azioni da gol che sono riusciti a creare durante il match.


Nel pomeriggio, invece, l’Italia U-17 ha vinto contro la Norvegia nella prima partita di qualificazione agli Europei, grazie ad un gol del “crociatino” Alberto Cerri, vera e propria speranza del vivaio gialloblù.

E’ proprio grazie alle Nazionali giovanili (l’U-21 con Sansone, l’U-20 con Sprocati, ecc.) se noi tifosi crociati possiamo toglierci la soddisfazione di vedere un giocatore del Parma con addosso una maglia azzurra. Ma se vogliamo dare uno sguardo al passato, non possiamo fare a meno di ricordare un’Italia, quella che con Arrigo Sacchi CT si presentò ai Campionati Mondiali di Usa ’94, nella quale i colori gialloblù erano più di una semplice presenza.
Ben 5, infatti, erano i giocatori che formavano parte della spedizione azzurra: Bucci, Apolloni, Minotti, Benarrivo e Zola, senza contare Roberto Mussi, che proprio dopo i Mondiali venne acquistato dal Torino. e Dino Baggio, che dalla Juventus proprio quell’estate passò a diventare un giocatore (e che giocatore…) del Parma. E se per Bucci e Minotti la presenza a quei Mondiali fu solo “simbolica” (furono infatti gli unici due giocatori a non essere scesi in campo nemmeno per un minuto), Benarrivo, Apolloni e Zola furono parte integrante della squadra che arrivò fino alla indimenticata finale contro il Brasile di Taffarel, ex gialloblù che in quell’anno era in procinto di passare dai cugini della Reggiana all’Atletico Mineiro.

L’Italia, quindi, presentava una forte presenza di giocatori ducali, ma non era la sola: la Colombia con Tino Asprilla, la Svezia con Thomas Brolin, l’Argentina con Nestor Sensini ed il Belgio con Georges Grun erano le altre nazionali da seguire, sperando di vedere magari qualche capriola del Tino, o qualche gol del biondissimo svedese.

Tornando al presente, è proprio grazie a prestazioni come quelle del bomber Cerri che il tifoso ricomincia a sperare, e con lui tutti noi, di rivedere un giorno una Nazionale Gialloblù.
Per l’Italia, ovviamente, ma soprattutto per il nostro Parma.

-L’Editorialista