A 10 ANNI DALLA VITTORIA DI BOLOGNA – LEVATI: “LO SPAREGGIO, IL GEDE E QUEL TELEFONINO…”

Il 18 giugno non è mai una giornata come le altre, almeno da dieci anni a questa parte. Quella sera, correva l’anno 2005, il Parma riuscì a conquistare una vittoria che resterà per sempre indelebile nella storia crociata, regalandosi una salvezza che, alla luce di ciò che è emerso negli anni successivi, fu ottenuta davvero contro tutto e cardonespareggiotutti. Sono tanti i protagonisti di quell’impresa, che ciclicamente vengono intervistati per ricordare a distanza di anni quella serata indimenticabile. Proprio su queste pagine, nei primi giorni di vita del nostro sito, abbiamo riportato i ricordi del Capitano di quella squadra, Giuseppe Cardone, che due anni fa ha aperto con noi il baule dei ricordi:

“Quando perdemmo lo spareggio di andata con il Bologna, rientrai per ultimo negli spogliatoi e mi misi a urlare…”Ca**o al ritorno gli facciamo due gol… Ci salviamo noi!!. Il 18 giugno 2005 personalmente fu il momento più intenso della mia esperienza in maglia crociata, tutti insieme avevamo regalato a migliaia di persone una “notte magica” e a noi stessi la consapevolezza di aver fatto qualcosa di speciale, indelebile. Una notte che mi porterò sempre nel cuore”.

Attualmente, nello staff dirigenziale del Parma, sono in pochi a poter dire di essere stati presenti quella sera. Tra di loro c’è anche Mirco Levati, Responsabile delle Relazioni Esterne del Parma. Cosa provi ripensando al 18 giugno 2005?

noncirestachepiangeresulpalo“Se penso a dieci anni fa mi viene in mente una serata indimenticabile, una delle più belle della storia del Parma. Era una partita da vita o morte, se il Parma avesse perso in questo caso non ci sarebbe stata più vita per noi. Era una partita sentitissima, era un derby, e si erano mosse quasi 9mila persone: una serata da brividi, ce l’ho sempre stampata in testa perché calcisticamente è stata un’emozione vera. La partita, i festeggiamenti in campo, il ritorno con il pullman e ricevere in Piazza Garibaldi l’abbraccio di altre migliaia di persone: è stato splendido”.

Alla guida di quel gruppo c’era Gedeone Carmignani…

“Innanzitutto ne approfitto per salutare il Gede. Il suo era un grande gruppo, fatto di amici prima di ogni altra cosa, perchè con Pincolini, con Minotti, con Apolloni, con levatiZoratto, veramente si era instaurato un rapporto famigliare. Oltre ai giocatori c’era anche un gruppo fuori dal campo che spingeva per raggiungere un determinato risultato. Gede è stato il nostro comandante, una grande persona che ricordo in modo piacevole”.

Ricorderai senz’altro di essere stato al suo fianco, sugli spalti del Dall’Ara, visto che lui era squalificato. Lui stesso ha raccontato che eri tu a fare da tramite con la panchina, non senza qualche problema…

“In quella partita la tensione ci aveva attanagliato, lui voleva fare dei cambi ma il telefonino non prendeva bene a causa di tutta la gente che c’era allo stadio, ed Apolloni preso dalla foga della partita non riusciva a rispondere. Si sono create dunque delle situazioni di tensione, diciamo così. Però è stato per certi versi anche il bello di quella partita”.

Come si arrivò a quello spareggio, e all’esodo di oltre 8mila persone che raggiunsero Bologna per incitare i crociati?

“Quell’anno fu incredibile, la partita di Lecce con De Santis che ammonì tutti i 7 giocatori diffidati del Parma fu ancora più incredibile, e noi ci presentammo all’andata senza alcuni dei giocatori migliori. Al Tardini lo stadio però era praticamente esaurito, e poi per l’esodo di Bologna ci trovammo in un bar assieme ai Boys, al Centro levati-gilardino-bolognaCoordinamento ed altri amici per organizzare questa trasferta. Decidemmo di stampare delle magliette gialle, con il motto “Onora Parma, non tirarti indietro”, e fin da subito abbiamo percepito l’entusiasmo e la voglia di compiere un’impresa. Ricordo ancora quando entrai in campo e vidi quella muraglia gialla davanti a noi. Ero con Bolaño e rimanemmo a bocca aperta e con la pelle d’oca per i cori e l’entusiasmo che i tifosi ci hanno trasmesso fin da subito”.

Dal 2005 al 2015: sono passati dieci anni e per certi versi sembra ieri, per altri sembra invece trascorsa un’eternità. Il Parma si ritrova davanti ad un’altra situazione da dentro o fuori, ed inizia a perdere i pezzi, ad esempio con la partenza di Gobbi, e forse anche un po’ di speranza. Tu come vedi questa situazione? Credi che possa arrivare ad una conclusione positiva?

“Innanzitutto ringrazio Massimo Gobbi per le belle parole che ha avuto nei confronti di tutti, è stato un grandissimo professionista. Io sono convinto che finchè c’è un briciolo di speranza ci voglio credere e ci credo. Io ci credo perchè non oso pensare che il Parma possa sparire. Dunque di conseguenza come quell’anno a Bologna fino a quando c’è un po’ di speranza bisogna cavalcarla. Anche allora era una questione di vita o morte, speriamo di farcela anche questa volta”.

In queste settimane ti abbiamo visto spesso al fianco della famiglia Corrado…

“Nei giorni scorsi sono stato visto spesso con la famiglia Corrado, è vero, ma io con Giovanni e Giuseppe ho un’amicizia che dura da molti anni. Giovanni poi è uno dei miei più cari amici quindi non c’è solo un discorso legato al Parma ma anche degli aspetti personali che ci legano in modo forte”.

Le partite dell’Oiki, la squadra in cui gioca il figlio di Corrado, le andavi dunque a vedere anche prima, no?

“Le partite dell’Oiki le andavo a vedere anche in passato, e quando posso gioco, o meglio, quando il Mister mi fa giocare… Giovanni ha fatto un gran lavoro in questi corrado-levatigiorni, mi auguro che qualcuno compri il Parma. Se saranno loro sarò contento perchè conosco le persone in questione, che sono veramente serie. Giuseppe è un grande manager, Giovanni è un ragazzo molto intelligente e sveglio, dunque sono convinto che se fanno questo è perchè hanno visto qualcosa di importante per la città e per tutti i suoi tifosi. Se alla fine poi la spunterà qualcun’altro ben venga comunque, l’importante è che il Parma resti in vita. Credo che quello che preoccupa me e tantissime altre persone sia questo, ovvero che il Parma non scompaia e possa vivere ancora serate come quelle di Wembley, di Bologna e speriamo tante altre in futuro”.

Girano anche delle voci riguardo un possibile passo indietro del gruppo Corrado… Ti risulta?

“Ad oggi che io sappia non hanno alcuna intenzione di tirarsi indietro”.

(La foto di Levati e Gilardino durante l’esultanza a fine partita è del sito dei Boys Parma)