Pensieri InCrociati: Roma-Parma 2-0

Editoriale Parma-Roma 2-0

Alzi la mano chi si aspettava di sbancare l’Olimpico.
Ecco, ora alzi la mano chi avrebbe messo scommesso sul fatto che Francesco Totti non ci avrebbe segnato ancora una volta.
Come siamo prevedibili, amici crociati. Del resto, la storia è lì e parla per noi: se Totti giocasse contro il Parma ogni domenica, ora avrebbe raggiungo quota 12mila gol. Solo Alien III avrebbe fatto meglio tra i giocatori ancora in attività nei vari campionati della galassia.
Se tutte le previsioni della vigilia si sono purtroppo avverate, è anche perchè il Parma ha confermato i timori che avevamo fin dall’inizio nella nostra redazione.Iniziamo a pensare che lo stadio Olimpico riesca a creare una sorta di timore reverenziale che ogni volta riesce a imbambolare i nostri giocatori; i primi 15 minuti, infatti, sono stati un incubo che per fortuna ci ha portati ad essere sotto solo di un gol. Una traversa clamorosa di Perrotta, qualche parata di Mirante e la mancanza di cinismo da parte dei giallorossi ci hanno permesso quindi di rimanere a galla e, finalmente, iniziare timidamente a proporre il nostro gioco con 20 minuti (e un gol) di ritardo.

Troviamo parecchie similitudini tra la prestazione di Ampuero, all’esordio, e il rendimento della squadra durante l’arco dei 90 minuti. Il peruviano (in campo con il numero 2) ha sfornato una prestazione caratterizzata da un inizio troppo timido, nel quale addirittura sembrava stanco e lento, forse per quella stretta allo stomaco dovuta all’emozione di esordire in serie A; poi gradualmente ha fatto vedere una crescita anche nel proporsi in avanti, nel cercare di dettare il passaggio ai compagni. Il risultato, per il giocatore peruviano, si traduce in un esordio positivo, senza lode ma senza nemmeno l’infamia di aver fatto particolari errori. Quello che vogliamo invece risaltare è l’umiltà con la quale si è presentato in campo: mai un espressione fuori posto quando, nonostante fosse libero, un suo compagno preferiva scambiare il pallone con un altro giocatore smarcato; solo molta concentrazione e una ricerca di fare sì la cosa più semplice, ma senza dimostrare quel timore che magari ti porta a fare un passaggio di mezzo metro e poi tirare un sospiro di sollievo.

Ecco, il Parma ieri ci è sembrato esattamente come Ampuero: all’inizio completamente in balìa dei giallorossi, in preda ad una confusione totale; poi ha iniziato finalmente a giochicchiare, a farsi vedere in avanti e a mettere in fila tre passaggi con un minimo di senso tattico e tecnico. Nel secondo tempo, come l’esordiente che finalmente prende fiducia, grazie anche all’ innesto di Biabiany (ottimo se inserito a partita in corso) il Parma ha iniziato a tirare fuori le unghie e ha trovato finalmente la convinzione per buttarsi all’attacco e sfiorare per almeno quattro volte il gol. Certo che se nell’undici avversario vi è un giocatore come Francesco Totti, sai benissimo che prima o poi il gol lo subisci. Se la traversa ed il palo (con un solo tiro!) ci hanno graziato sulla prima punizione, sulla seconda Totti ha lanciato uno dei suoi missili a mezza altezza, accompagnato dall’urlo “prendilo se ci riesci!” (nonostante avesse il pollice già in bocca, tanto sapeva già che il pallone si sarebbe insaccato). Non ci sentiamo di colpevolizzare Mirante, soprattutto dopo aver visto il replay dalla telecamera posizionata dietro la porta: è stato ottimo il lavoro dei giocatori capitolini che in barriera hanno disturbato la visuale del numero 83 del Parma.

Detto questo, nell’accingerci a stilare un nostro commento alla prestazione dei crociati, possiamo scegliere tra due interpretazioni:
1- il Parma tutto sommato non ha demeritato, soprattutto ricordando il valore dell’avversario, e anche se ha subito parecchio nei primi 15 minuti è riuscito comunque a creare delle occasioni davvero clamorose che avrebbero potuto regalare almeno un provvisorio pareggio.
2-è un Parma che quando gioca contro una grande, fuori casa, impiega sempre almeno 20 minuti prima di trovare la concentrazione e la convinzione adatta per iniziare a proporre gioco e cercare di prendere in mano il pallino della contesa. Tutto questo spesso accade quando ormai la squadra crociata si trova già in svantaggio, e questo causa una certa insicurezza che quindi ritarda ulteriormente la capacità dei ducali di poter esprimere le proprie capacità.

Noi crediamo che, come quasi sempre accade, la verità stia nel mezzo. Parliamoci chiaro: se la partita di ieri fosse finita 3-0 per la Roma nessuno avrebbe rivendicato nulla. E’ altrettanto vero che il pareggio, dopo le occasioni sprecate dal Parma nel secondo tempo, sarebbe stato un risultato comunque plausibile.
Com’è possibile un’oscillazione talmente grande nella suddivisione dei meriti e delle analisi?
E’ facile a dirsi: come ad ogni partita in trasferta contro una grande, abbiamo visto due Parma. Il “Parma Ampuero”, timido e in attesa di una scrollata per cercare di svegliarsi, ed un Parma coraggioso nonostante la potenza dell’avversario.

Questa è, in sintesi, la nostra analisi: quando il Parma riuscirà a scendere in campo dall’inizio con la coscienza necessaria nei propri mezzi, senza regalare decine di minuti (e spesso dei gol) all’avversario, e cercando dall’inizio di contrapporre il proprio gioco a quello avversario (ovviamente con la cura del caso alla fase difensiva), avrà dimostrato di aver fatto finalmente quel passo in avanti che, ad oggi, sembra ancora molto lontano.

L’Editorialista