TELEDUCATO – SCIOPERO DEI DIPENDENTI PER IL 5 ED IL 7 GENNAIO

Abbiamo ricevuto un comunicato che pubblichiamo molto volentieri, per ribadire la nostra solidarietà ai dipendenti di TeleDucato, emittente che ci ha visto ospiti in numerose occasioni all’interno del programma condotto da Michele Angella, Calcio&Calcio. Una situazione, quella legata all’emittente parmigiana, che non accenna a risolversi.

Ecco il comunicato relativo allo sciopero organizzato per il 5 ed il 7 gennaio:

“A due mesi dall’incontro con i rappresentanti dei soci di maggioranza della società Telemec S.r.l. (Teleducato) e con l’amministratore unico e nonostante i ripetuti solleciti scritti e i tentativi telefonici per avere un incontro, nulla è ancora dato sapere rispetto alle prospettive della società e dei suoi dipendenti. L’unica cosa certa è che soci e amministratore unico hanno disatteso l’impegno assunto di addivenire ad un accordo che prevedesse l’impegno a tutelare gli attuali posti di lavoro in caso di cessione dell’attività televisiva e/o dei canali. Le teleducatoorganizzazioni sindacali di categoria di SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL e Rsu aggiungono che, a fronte delle prime cessazioni dei rapporti di lavoro, è mancato un qualsiasi tipo di comunicazione da parte dell’azienda su come tentare di organizzare l’attività di produzione televisiva al punto che ad oggi è impossibile garantire le produzioni stesse così come fatto negli ultimi mesi. E lo stato di confusione organizzativa e gestionale e l’assoluto disinteresse per le condizioni di lavoro dei dipendenti è testimoniato anche dalla pessima situazione igienico – sanitaria dei locali dell’azienda. Infine, ancora nessuna certezza sui termini di pagamento delle retribuzioni del mese di dicembre e tredicesima mensilità. “I lavoratori hanno già ampiamente dimostrato la propria disponibilità e spirito di sacrificio – precisa Davide Fellini Segretario Generale Slc Cgil di Parma -, prima per tentare di salvare l’attività e poi per garantire la continuazione della stessa in attesa di una possibile cessione che garantisca loro una prospettiva occupazionale, ma alle rassicurazioni verbali non sono seguiti i fatti. Inoltre, sarebbero inaccettabili e gravissime, se confermate, le intimidazioni nei confronti dei lavoratori che legittimamente hanno impugnato i licenziamenti.” E’ pertanto inevitabile la ripresa della mobilitazione a partire dallo sciopero per le intere giornate del 5 e 7 gennaio”.